Ora legale 2024 e disturbi del sonno: i centri specializzati in Emilia Romagna

Pronti a spostare avanti le lancette? Ecco quali sono gli effetti collaterali e, soprattutto, i consigli per svegliarsi riposati anche in questi momenti di cambio

Bologna, 23 marzo 2024 - Tutto pronto per il ritorno dell’ora legale in Italia che, quest’anno, ricadrà nella notte di Pasqua. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo (che quest’anno è anche il giorno di Pasqua) sposteremo le lancette dell’orologio in avanti. Ma quali sono gli effetti dell’ora legale sul riposo? E soprattutto: come distinguere un semplice circostanza da un disturbo del sonno? Scopriamolo insieme.

Cambio dell'ora e i disturbi del sonno ad esso collegati
Cambio dell'ora e i disturbi del sonno ad esso collegati

Quando torna l’ora legale nel 2024?

Quest'anno il cambio d'ora avverrà nella notte di Pasqua, tra sabato 30 e domenica 31 marzo quando alle 2 di notte scatterà l’ora legale. Ci ritroveremo dunque a spostare le lancette alle 3, di fatto dormendo un’ora in meno.

Cambio dell’ora ed effetti sul sonno

Si parla spesso di effetti collaterali legati al cambio dell’ora. Molte persone, infatti, raccontano di riscontrare stress, difficoltà di concentrazione e in qualche caso episodi di insonnia. Non è raro, dunque, che con il passaggio all'ora legale in primavera alcune persone possono sperimentare sonnolenza al mattino, mentre con il ritorno all'ora solare in autunno sentirsi assonnate durante il giorno. E si sa: queste variazioni influiscono sul nostro ritmo circadiano, l'orologio fisiologico interno che regola i cicli del corpo. Sebbene non direttamente correlato ai disturbi del sonno, il cambiamento potrebbe agire da disturbo per chi già soffre di tali disturbi. Ma di che disturbi parliamo?

I principali disturbi del sonno

Tra i principali disturbi del sonno troviamo quelli respiratori, come ad esempio le apnee ostruttive. Come spiega Alberto Papi, esperto in malattie dell’apparato respiratorio e direttore del reparto Pneumologia all’ospedale Sant’Anna di Ferrara, tali apnee ostruttive provocano occlusioni temporanee delle vie aeree durante il sonno, causando ipossigenazione (cioè uno scarso apposto di ossigeno al cervello) e insufficienza respiratoria. Le forme più lievi colpiscono il 10% della popolazione, mentre il 5% presenta forme più gravi. Questi disturbi, se non trattati, possono portare a sonnolenza diurna, rischio di addormentamento e aumentano il rischio di eventi cardiovascolari o ictus nel lungo termine. 

D’altro canto, troviamo i disturbi del sonno neurologici, come l'insonnia e la sindrome delle gambe senza riposo. Si tratta di disturbi che colpiscono circa il 10-20% nella popolazione, con un'incidenza crescente soprattutto nelle donne per la sindrome delle gambe senza riposo. Come spiega Edward Cesnik, responsabile Ambulatorio disturbi del sonno al reparto Neurologia del Sant’Anna, l'insonnia può cronificarsi e richiedere terapie specifiche dopo eventi stressanti. La sindrome delle gambe senza riposo, invece, è spesso misdiagnosticata e può essere trattata con dopamino-agonisti. Ma non finisce qui: altri disturbi neurologici del sonno diffusi sono le parasonnie, come il sonnambulismo e il sonniloquio, che possono presentarsi anche in età infantile e comportare rischi come cadute o incidenti.

Alcuni consigli per adattarsi al cambio dell’ora

Per affrontare meglio il cambio dell'ora e facilitare l'adattamento al nuovo orario, ecco alcuni suggerimenti:

  • Mantenere la temperatura intorno ai 19 gradi, ottimale per il sonno, e indossare calzini se si hanno i piedi freddi.
  • Evitare l'attività fisica intensa prima di dormire e favorire invece una routine regolare di esercizio durante il giorno per gestire lo stress.
  • Gestire l'esposizione alla luce, evitando display luminosi prima di coricarsi e aumentando l'esposizione al sole durante il giorno.
  • Anticipare gradualmente l'orario del sonno nei giorni precedenti al cambio dell'ora.
  • Evitare di restare a letto se non si riesce a dormire e preferire attività rilassanti come la lettura o l'ascolto di musica.

E se il problema persiste?

Il cambio dell’ora può influire sulla qualità del sonno, questo è possibile. D’altro canto, se ci si accorge che il problema si presenta ripetutamente e a prescindere dall’ora legale è consigliato intervenire. Uno dei consigli forniti dagli specialisti dall’ambulatorio specialistico Ferrara, eccellenza nel panorama italiano, è infatti quello di non attendere che i disturbi del sonno si manifestino con effetti diurni molto evidenti. La sonnolenza durante le attività quotidiane dovrebbe essere considerata un campanello d'allarme importante e un motivo per intervenire tempestivamente. Come ricordano i medici, affrontare i problemi del sonno è fondamentale per la salute generale, e soprattutto ad oggi esistono strutture, specialisti e terapie davvero efficaci per affrontarli.

Centri per i disturbi del sonno in Emilia Romagna

Bologna

Il Centro per lo studio del sonno dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche è un punto di riferimento internazionale per i disturbi del sonno, offrendo servizi diagnostici avanzati e trattamenti specializzati.

Ferrara

L’Unità operativa di Neurologia e di Pneumologia offrono ambulatori specializzati per i disturbi del sonno, con servizi di diagnosi e terapia personalizzati.

Forlì

La scuola di specializzazione in Medicina del sonno organizza un master in terapia del sonno per medici specializzandi, offrendo un programma formativo completo.

Lugo-Ravenna

L'Uo Otorino-Laringoiatra offre servizi di inquadramento diagnostico e interventi chirurgici specifici per le apnee ostruttive notturne, in collaborazione con altre unità operative.

Piacenza

Gli specialisti in Pneumologia all’Ausl di Piacenza gestiscono un ambulatorio dedicato ai disturbi respiratori sonno-correlati, offrendo visite specialistiche e poligrafie per la diagnosi delle apnee notturne.

Parma

Il centro di Medicina del sonno si occupa della diagnosi e terapia dei disturbi del sonno nella popolazione adulta, gestendo 89 patologie del sonno e offrendo servizi specialistici, inclusi microrisvegli e terapie mirate.

Reggio Emilia

Gli ospedali Santa Maria Nuova e l'ospedale di Correggio valutano i pazienti con sospetta sindrome delle apnee ostruttive notturne, offrendo una gamma completa di trattamenti multidisciplinari, compresi interventi chirurgici se necessario.

Mirandola (Modena)

Il Centro disturbi del sonno e della sindrome delle apnee ostruttive notturne dell’Ospedale Santa Maria Bianca offre servizi di visite, poligrafie e educazione alla ventilazione con Cpap.