Giro d'Italia, una foto dell'ultima edizione (Foto Corelli)
Giro d'Italia, una foto dell'ultima edizione (Foto Corelli)

Bologna, 3 maggio 2021 - C’è tanta attesa per i territori che saranno toccati dal Giro d’Italia 2021, che vede l’Emilia Romagna, attraversata in ogni provincia, protagonista di quattro importanti tappe sia dal punto di vista sportivo che culturale. La 104° edizione della corsa rosa che prende il via sabato 8 maggio, dunque, vede la Corsa Rosa abbracciare la regione e affidarle il primo arrivo in salita con la tappa Piacenza – Sestola di martedì 10 maggio. L’indomani la tappa per velocisti da Modena a Cattolica, la frazione più lunga Siena – Bagno di Romagna ricordando il grande campione Gino Bartali e l’indimenticato commissario tecnico Alfredo Martini per poi lasciare il passo alla frazione forse più forte culturalmente, quando da Ravenna si partirà per Verona in quello che è il grande omaggio del Giro a Dante ma anche a Learco Guerra, prima maglia rosa della storia.

Il passaggio ideale di borraccia tra la corsa rosa e l’Emilia Romagna è stato presentato oggi in videoconferenza a Bologna dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme con il direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, e il ct della Nazionale italiana di ciclismo e presidente di Apt Servizi Emilia-Romagna, Davide Cassani. Presente anche il capo segreteria politica della Presidenza della Giunta regionale, Giammaria Manghi, diversi sindaci collegati.

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“Sono tappe molto importanti perché al di la degli aspetti ciclistici, portano con se quelli culturali, dall’entroterra al mare – ha aperto Vegni – La prima tappa è la 4 del calendario del Giro, andando da Piacenza a Sestola, 187 km con un dislivello di 2800 mt. Sarà la prima tappa di montagna del Giro, con arrivo in salita, la frazione dei castelli matildici durante la quale si passa dalla città natale di Vittorio Adorni, e attraverso la via Emilia si arriva fino ai castelli di Rossena proseguendo verso Sestola. Lì si percorre a rovescio il finale del 2016 quado vinse Ciccone. Quest anno infatti, dopo Fanano si scala colle Passerino, 4 km al 10% e tratti al 14%”. Il via sarà alle 12.20 e l’arrivo previsto per le 17: si tocca Parma (13.32), Rossena (14.22), Carpineti (14.54), Montemolino (15.52), Montecreto (16.28), Fanano (16.44), colle Passerino (16.56).

Il giorno successivo si va da Modena a Cattolica, tappa di 177 km con dislivello di soli 300 metri per una frazione dedicata ai velocisti: si percorre la via Emilia fino a Rimini e poi si gira in direzione Cattolica. Il via sarà alle 13.10 e l’arrivo previsto per le 17: si tocca Bologna (14.06), Faenza (15.11), Forlì (15.30), Cesena (15.56), Rimini (16.36), Misano (16.50) e Cattolica. Qui si saluta il Giro per ritrovarlo in Regione il 20 maggio.

“La tappa 12, da Siena a Bagno di Romagna è il vero tappone appenninico del Giro, peraltro la frazione più lunga della corsa rosa, con una lunghezza 212 km e un dislivello importante di 3.700 mt ma soprattutto ha salite e discese che si intersecano senza un momento di riposo – ha proseguito Vegni - Dopo Siena si percorre la zona del Chianti per arrivare a Ponte a Ema ricordando Gino Bartali. Si va poi verso Sesto Fiorentino per ricordare lo storico commissario tecnico Alfredo Martini ai 100 anni dalla nascita. Si scala il durissimo Monte Morello con pendenze al 18% e attraverso la Consumma, Passo della Calla e Passo del Carnaio si arriva a Bagno di Romagna. L’arrivo sarà lo stesso del 2017 che vide trionfare Oscar Freire ma, a differenza del circuito della volta scorsa, stavolta si andrà direttamente al traguardo”. Il via sarà alle 11.20 e l’arrivo previsto per le 16.54: si tocca Passo della Calla (15.46), Santa sofia (16.19), Passo del Carnaio (16.43) San Piero in Bagno (16.50)

L’indomani, la tappa 13 da Ravenna a Verona sarà per velocisti, con un dislivello di appena 200 metri e 198 km da percorrere. “Una tappa che però è importante per ciò che evoca, al di la dell’aspetto ciclistico – ha concluso Vegni – è infatti la tappa dedicata a Dante per i 700 anni dalla scomparsa e si parte dalla città dov’è sepolto il Sommo Poeta tant’è che i ciclisti, per raggiungere il km zero, passeranno a fianco della sua tomba. Un altro passaggio importante è il traguardo a Bagnolo Po per ricordare un altro grande ciclista, Learco Guerra, che oltre aver fatto grande il Giro, nel 1931 fu il primo a indossare la maglia rosa che oggi compie 90 anni. L’arrivo a Verona invece, sarà in Corso Porta Nuova, già teatro anche di diverse edizioni dei Mondiali. CI piace dunque sottolineare come attraverso il disegno di queste tappe si possa dare la possibilità all’Emilia di unire la montagna al mare con percorsi ciclistici e culturali”. Il via sarà alle 12.25 e l’arrivo previsto per le 17: si tocca Argenta (13.19), Ferrara (14), Stienta (14.23), Bergantino (15), Bagnolo San Vito (15.47).

A prendere la parola è poi stato Davide Cassani, ct e presidente dell’Apt regionale. “L’Emilia è uno dei pochi casi dove si può dire che il Giro tocca tutta la regione e lo fa con 2 tappe semplici e 2 molto complicate – ha detto - il primo arrivo in salita è tosto: con colle Passerino dalle pendenze costanti, capiremo già chi può vincere il Giro e ci sarà un grande spettacolo. Anche la tappa di Bagno di Romagna è complicata e ne vedremo delle belle. I corridori, infatti, saranno stanchi perché arrivano dalla frazione dello sterrato del giorno prima e qui, chi vorrà provare di fare la differenza si trova davanti a una tappa tosta. Gran belle frazioni nella corsa più bella al mondo”.

Particolarmente soddisfatto ed orgoglioso, presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha sottolineato l’importanza di avere il Giro d’Italia e la visibilità che permette di dare al territorio. “La Regione è formata da nove province e tutte saranno attraversate dalla corsa rosa – sono le parole del presidente - Grazie a Vegni per la sensibilità che hanno avuto nei confronti dell’Emilia perché, oltre a tappe molto belle e molto varie, tocca tutta la via Emilia ma anche i territori di Ferrara e Ravenna peraltro nell’anno delle celebrazioni dantesche. La sensibilità del Giro tocca dunque territori, il cuore dei tifosi ma anche chi non è tifoso perché presenta le tante eccellenze e bellezze del paese, un’opportunità straordinaria perché, con una regione posta orizzontalmente, abbiamo il vantaggio di essere attraversati ma anche di ricordare i tanti ciclisti che sono nati qui e che han scritto la storia del ciclismo. In questi anni abbiamo anche dimostrato con gli amministratori, di essere una regione che quando si cimenta a organizzare fa bella figura e il ciclismo per noi è un valore aggiunto che aiuta a far conoscere l’Emilia. E’ ancora vivo negli occhi il ricordo della la Bologna – San Luca del 2019 che ha mostrato al mondo il portico più lungo in assoluto e per il quale stiamo attendendo il riconoscimento Unesco. Il connubio tra ciò che si ha e lo sport, attraverso il Giro è per noi occasione imperdibile. Spero in una collaborazione che continui anche nei prossimi anni”.

E inevitabile, un accenno alla situazione pandemica. “Evento anche di speranza perché mentre continuiamo a gestire l’emergenza sanitaria, grazie anche alla campagna vaccinale, che ci vede fra le regioni che vaccinano di più, accelerazione che riguarda tutto il Paese, iniziamo a guardare con maggiore fiducia i prossimi mesi, anche se dobbiamo continuare a rispettare tutte le misure di sicurezza, per continuare a fare passi avanti e non dover tornare indietro – ha concluso - Puntiamo ancora una volta e con forza sullo sport per valorizzare il territorio, come volano di crescita e di sviluppo. Anche il Giro è un segnale che vogliamo dare nel segno della ripartenza, che saremo pronti a cogliere a pieno”

Infine la parola è passata al sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccino, che ha sottolineato la grande vetrina offerta dalla corsa rosa: “Nel 2017 fu una gran bella esperienza accogliere la tappa nei 100 anni del Giro e motivo di orgoglio, promozione ma anche dall’aspetto sociale, rendendo la nostra comunità maggiormente unita e orgogliosa, collaborando nell’accoglienza e in una giornata fantastica. Ci stiamo attrezzando per ricevere questo avvenimento internazionale e mostrare le nostre specificità”. Il sindaco di Cattolica Mariano Gennari ha infine ricordato che “il Giro mancava dal 1978, offrendo oggi una opportunità imperdibile per la quale i cittadini si stanno preparando per una grande giornata di festa e gioia”.

Sono 23 le squadre al via tra le quali l’emiliana Bardiani Csf e atleti della regione cche vestendo i colori dei diversi team, sono pronti a mettersi in luce.