Le vaccinazioni antinfluenzali in Emilia Romagna: la tabella
Le vaccinazioni antinfluenzali in Emilia Romagna: la tabella

Bologna, 18 novembre 2021 - Il virus influenzale si prende la sua rivincita. Se lo scorso anno praticamente non si era visto, quest’anno non solo è già tra di noi, ma sta avanzando velocemente soprattutto fra i bambini di età compresa fra gli zero e i cinque anni, superando l’incidenza media registrata nei periodi pre-Covid. Questo nonostante la campagna vaccinale messa in piedi della regione Emilia-Romagna abbia preso il via dal 25 ottobre.

Influenza, sintomi, picco e vaccino: le risposte dell’esperto

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Le dosi di antinfluenzale somministrate fino alla mattinata di ieri all’interno delle varie strutture, dagli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri fino alle case di riposo e ai consultori, sono state 449.988. A disposizione ci sono comunque un milione e mezzo di dosi. Come viene sottolineato dalla stessa Regione, "si punta a raggiungere un numero sempre maggiore di vaccinati soprattutto tra gli ultrasessantaquattrenni con o senza patologie croniche, ma fra le persone che hanno tra i sei mesi e i 59 anni con patologie croniche e le donne in gravidanza e nel post-parto: categorie per le quali la vaccinazione è gratuita. Gratuità prevista anche per medici, operatori sanitari e socio-sanitari, volontari del settore sanitario e sociosanitario, addetti ai servizi essenziali (come insegnanti, forze dell’ordine, addetti al trasporto pubblico), donatori di sangue, personale degli allevamenti e dei macelli.
 

Il traguardo al quale punta l’Emilia Romagna è il 75 per cento degli ultra-sessantaquattrenni vaccinati (nella passata stagione si è superata soglia 70 per cento, con un aumento di oltre 13 punti percentuali). Tra le città che hanno, al momento, iniettato più antinfluenzali ci sono Bologna con 94.267 e l’area della Romagna con 93.111 dosi, sul podio sale anche Modena con 64.167 iniezioni effettuate.

Ma che tipo di influenza è? Più grave o in linea con quelle passate? Risponde Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Bologna: "Si tratta di un virus di tipo A, sottotipo H3N2, ma quello che stiamo notanto è che sta provocando una crescita di casi in modo molto veloce. La soglia media che in genere viene osservata è di 3,16 casi ogni mille abitanti. In questo momento quella nazionale è di 3,5, quella registrata nella nostra regione è di 3,87, mentre nella città di Bologna e nella sua provincia siamo già a quota 4,9. E la fascia di popolazione più colpita è quella dei bambini di età compresa fra gli zero e i cinque anni".
 

Una impennata, tra l’altro giunta abbastanza in anticipo rispetto all’epoca pre Covid. A che cosa si può attribuire? "Lo scorso anno il virus non è riuscito a circolare grazie alle misure di contenimento sanitarie che, adesso, si sono allentate – fa notare il direttore –. Poi il sistema immunitario ha con ogni evidenza perso la sua memoria immunitaria. E’ per questo che la vaccinazione è fortemente consigliata e, dobbiamo dire che di antinfluenzali se ne stanno già facendo molte. Tante persone che sono nelle condizioni per farlo, chiedono di fare la doppia vaccinazione: sia quella contro l’influenza che contro il Covid".

Pandolfi offre poi qualche consiglio per scongiurare l’attacco del virus: "Per le categorie a rischio il vaccino, per gli altri restano le solite precauzioni: lavarsi bene le mani o disinfettarle con soluzioni alcoliche, l’igiene respiratoria (coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, usando fazzoletti monouso o ricorrendo alle mascherine chirurgiche soprattutto in presenza di sintomatologia respiratoria), evitare il contatto stretto con soggetti ammalati e i posti affollati, mantenendo comunque le distanze per il distanziamento fisico".