Fano (Pesaro e Urbino), 20 maggio 2015 - E’ a Fano l’unico centro iperbarico delle Marche. Sono distribuiti «un po’ così», i 66 centri italiani per la terapia dell’ossigeno convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale. Ciò provoca una forte ed inevitabile migrazione dei marchigiani verso i centri delle regioni limitrofe. Sono 16 le camere iperbariche a disposizione dei 5milioni di abitanti della Sicilia, ne ha 6 la Toscana con una popolazione di 3,8milioni e i 315mila cittadini del Molise possono contare su una camera per l’ossigenoterapia proprio come il milione e mezzo di marchigiani. Zero centri in Umbria, zero in Abruzzo, 3 in Emilia Romagna, 5 nel Lazio.

E’ un centro privato quello su cui si appoggiano gli ospedali delle Marche per le terapie cosiddette Oti (ossigenoterapia iperbarica). E’ aperto dal 1996 e tra le migliaia di pazienti che ci sono passati in questi quasi 20 anni di attività ci sono anche due big del motociclismo: Valentino Rossi nel 2010 e Nicky Hayden nel 2014. Assieme a quella di Hayden, nel 2014, sono state effettuate altre 230 terapie: 2260 erogate a pazienti privati e ospedalizzati non in regime di urgenza e 41 terapie in urgenza (intossicazioni da monossido di carbonio e gangrena di Fournier). Tra le patologie più trattate nel centro fanese nell’ultimo anno, dopo le intossicazioni: 26 pazienti per sordità improvvisa e 16 per osteonecrosi del femore o altre ossa.

«Nella regione Marche è presente un unico centro iperbarico accreditato con la Regione – spiega la dottoressa Barbara Carloni dell’Iperbarica Adriatica –. Quello che la gente non sa è che afferendo tramite richiesta dello specialista, i residenti hanno diritto ad un rimborso di quasi il 50% delle spese sostenute». Ovvero la migrazione comporta una spesa doppia per il paziente e per il sistema sanitario. «La terapia è totalmente indolore e senza effetti collaterali – spiega la Carloni – i pazienti stanno comodamente seduti respirando ossigeno tramite una maschera oro-nasale, seguiti per tutto il tempo del trattamento da personale qualificato. Le patologie che traggono maggior giovamento da questo tipo di terapia sono quelle in cui la correzione dell’ipossia (deficit di ossigeno), ristabilendo il corretto afflusso e «riossigenando» le zone ischemiche, attiva la proliferazione di cellule deputate alla ricostruzione di vari tessuti. L’ossigeno iperbarico inoltre, possiede una spiccata azione antinfiammatoria e antibiotica e aiuta la mineralizzazione ossea in caso di ritardi nel consolidamento di fratture».