Situazione immutata al Lido, i giovani seduti dove è crollata la ringhiera (Foto Petrelli)

Fano, 27 agosto 2018 - “Aspettano sempre che capiti qualcosa, prima di mettere in sicurezza le cose. Per fortuna non è capitato niente di grave”. Sono parole di una sconfortante presa di coscienza materna, quelle pronunciate da Barbara Spadoni, dopo il crollo (nella notte tra venerdì e sabato scorso) dell’ultimo tratto della ringhiera di protezione del ponticello che collega il Lido all’Arzilla. “Mia figlia si è procurata un bell’ematoma nonostante fossero mesi in cui la gente denunciava che quel ponte non era sicuro” ci ha raccontato la donna, dopo che in rete si è aperto un acceso dibattito sulle responsabilità, sia dell’ente preposto alla manutenzione del ponte sia dei genitori dei ragazzi che utilizzano i corrimano del ponte in modo improprio.

“Questo insegna – ha scritto un lettore del Carlino a commento dell’articolo online – che quella ringhiera non è uno scivolo oppure un giochino dove ci si può salire sopra, spingere e farci i deficienti mentre si è ubriachi netti”. Ma ieri notte, a neppure 24 ore dal dramma sfiorato con il ferimento lieve di una decina di giovani, un’altra orda di frequentatori della movida di via del Moletto era seduta sulle ringhiere di quel ponticello, questa volta addirittura lato torrente Arzilla (FOTO).

“Io e dei miei compagni di università eravamo sulla sabbia, appoggiati alla ringhiera con le mani - racconta Giada Taus, 20enne figlia di Barbara, rimasta ferita -, parlavo con un amico che era dall’altra parte della ringhiera. Improvvisamente ha iniziato a tremare fortissimo ed ha ceduto. I miei amici hanno fatto un balzo all’indietro, io coi tacchi non sono riuscita e sono caduta in avanti e mi sono fatta male ad una coscia. E’ probabile che abbia ceduto perché è salito qualcuno per sedercisi”.

D’estate sembra sempre di muoversi in un campo minato quando si affronta il tema della movida giovanile in via del Moletto. Sono tutti molto cauti nel parlare e suscettibili nel leggere. Così, dopo il crollo della ringhiera, il Comune di Fano (benché il bene non sia di sua stretta competenza, ma in virtù del fatto che si trova all’interno dei confini comunali) è intervenuto immediatamente apponendo sul luogo il nastro bianco e rosso di pericolo e delle inferriate di protezione. La Provincia invece ha fatto sapere subito che non era di sua competenza.

Dal canto loro, infine, i carabinieri della Stazione di Fano hanno aperto un’indagine per vedere se ci sono responsabilità penali nel cedimento. Per questo sabato hanno chiamato in caserma numerosi testimoni, tra i quali il titolare del Baretto e il consigliere comunale Luca Serfilippi che nella notte aveva subito denunciato su Facebook la gravità dell’accaduto.