Colli al Metauro (Pesaro Urbino), 2 maggio 2018 - Pensava che dentro all’involucro che teneva nascosto nelle mutande ci fossero 30 grammi di cocaina e, invece, anziché la ‘neve’, c’era pastina per minestra. E purtroppo per lui, la fregatura di cui è stato vittima non è servita a risparmiargli l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Protagonista della vicenda, un trent’enne di Calcinelli, fermato dai carabinieri di Colli al Metauro durante un controllo stradale. I militari, forse insospettiti dal comportamento nervoso del giovane, hanno effettuato una perquisizione estremamente minuziosa e dal suo abbigliamento intimo è spuntato fuori un ovulo con vari strati di cellophan e carta da cucina, perfettamente identico a quelli che i ‘trafficanti’ di droga utilizzano per confezionare la ‘polvere bianca’. E proprio ‘polvere bianca’ era convinto di aver acquistato poco prima il 30enne, che per quel pacco aveva sborsato la bellezza di 1.700 euro, con la certezza che al ‘dettaglio’ gli avrebbe fruttato quasi il doppio.

Quando gli uomini dell’Arma, tolti uno ad uno gli innumerevoli stradi di cellophane e carta, gli hanno mostrato il reale contenuto dell’involucro la reazione del giovane è stata un misto tra rabbia (per il bidone ricevuto) e sollievo (perché la sua posizione penale si alleggeriva di molto). Un alleggerimento, però, che non gli servito ad evitare l’arresto, perché i miliari, a quel punto, hanno voluto controllare anche l’abitazione del ragazzo, dalla quale sono spuntati fuori 18 grammi, stavolta autentici, di cocaina, oltre che un bilancino di precisione e diverso altro materiale utilizzato per il confezionamento di questa tipologia di stupefacente.

Stamattina, in tribunale a Pesaro, l’udienza di convalida, durante la quale il 30enne ha chiesto il patteggiamento, con conseguente rinvio della causa ai prossimi giorni.