Giorgio Scrofani, ucciso dal Coronavirus
Giorgio Scrofani, ucciso dal Coronavirus

Fano (Pesaro e Urbino), 31 marzo 2020 - «Un gigante buono, con un cuore grande, che mi ha teso una mano quando ero rimasto senza lavoro". Così, Piero Valori, autista della Croce rossa di Fano e vice presidente del consiglio comunale, ricorda il suo amico Giorgio Scrofani, 56 anni, soccorritore del 118 che prestava servizio alla Potes di Calcinelli, ucciso dal Coronavirus ieri mattina, dopo due settimane di ricovero, al San Salvatore di Pesaro, intubato e in Terapia intensiva.

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L’uomo, sempre in prima linea da quando è scoppiata l’epidemia, era stato ricoverato il 16 marzo, per una grave polmonite bilaterale. Aveva lottato contro la malattia come un leone, ma nell’ultima settimana le sue condizioni di salute si erano gradualmente complicate, fino al tragico epilogo. Lascia la moglie Carla e la figlia Camilla. E un numero sterminato di persone che gli volevano bene.

Tanti, tantissimi hanno voluto inviare alla famiglia un pensiero di consolazione. Non pensieri di circostanza, né un generici commiati, perché Giorgio ha lasciato un segno nel cuore di ogni persona che oggi lo piange. L’ imponenza fisica e la personalità forte ma rassicurante erano i suoi segni distintivi. Non era un semplice soccorritore, seppure quello fosse il suo mestiere, era un uomo che sapeva superare quel ruolo, facendosi anche padre e fratello nei momenti più difficili, ma anche guerriero nell’affrontare le emergenze più complicate.

"Mentre guidavo l’ambulanza – ricorda Piero Valori -, lui discuteva con i pazienti, stabiliva un rapporto amichevole, cercava di stemperare la tensione con battute e aneddoti. Quando sono rimasto senza lavoro, Giorgio mi ha subito offerto un’opportunità, facendomi collaborare nella sua associazione. Non lo dimenticherò mai, per la sua generosità e per avermi dato conforto in un momento difficile". Giorgio Scrofani aveva fondato assieme a Piero Valori il Potes di Calcinelli, dove ancora lavorava come soccorritore, ed era stato presidente dell’associazione di soccorso Antares e operatore del 118 alla Croce Europa Valconca. Una vita dedicata al prossimo e agli ammalati, la sua. Il presidente del sodalizio, Ferruccio Giovanetti, e tutti i colleghi lo salutano con un ultimo grande abbraccio e si stringono attorno alla famiglia: "Giorgio era il nostro eroe".