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10 mag 2022

"Filmati mentre uccidevano gattini sull’asfalto" Coppia a processo, ma del video non c’è traccia

SAN COSTANZO

L’accusa è aver ucciso dei gattini appena nati lanciandoli sull’asfalto. A processo per maltrattamento di animali sono finiti marito e moglie di San Costanzo, entrambi sui 70 anni. Ieri la procura ha chiesto la condanna a 4 mesi per l’uomo, l’assoluzione per la moglie e l’apertura di un fascicolo contro l’85enne madre dell’imputato. Non potranno chiedere risarcimento le tre associazioni animaliste costituitesi parte civile: il giudice Andrea Piersantelli le ha estromesse ritenendo che non siano legittimate.

Nel corso del processo si è modificato il quadro accusatorio, anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate dalla querelante, la vicina di casa, un 55enne di origini straniere, che aveva detto di aver assistito all’uccisione dei cuccioli. "Dichiarazioni contraddittorie – commenta il difensore, l’avvocato Mauro Crociati di Rimini –. Ho chiesto infatti l’assoluzione per entrambi, con formula piena, e anche la trasmissione degli atti perché la querelante venga indagata per calunnia". Il fatto risale a 4 anni fa. La 55enne chiama i carabinieri dicendo di aver visto i suoi vicini mentre uccidevano uno o più gattini. Aveva dichiarato di aver fatto anche un video, postato sul gruppo Facebook "Quelli di San Costanzo", ma di averlo rimosso. Troppo cruento. Peccato che del video non c’è traccia. Dice che le si è cancellato.

"Durante le indagini – continua Crociati - non le viene chiesto di mostrare chi le aveva mandato quel messaggio. I carabinieri sentono una decina di iscritti al gruppo, ma nessuno ha visto il video. Non solo. La 55enne dichiara in un secondo momento che non ci sarebbe stata la moglie quel giorno, ma la mamma dell’imputato. Che ha 85 anni ed è invalida. Ma come è possibile che con queste dichiarazioni contraddittorie si possa chiedere l’assoluzione per la donna e confermare l’accusa per il marito?" La risposta la darà il giudice, con la sua sentenza, all’udienza di giugno.

e. ros.

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