Vigili del Fuoco al lavoro per domare l'incendio nel deposito di scuolabus di Colli al Met
Vigili del Fuoco al lavoro per domare l'incendio nel deposito di scuolabus di Colli al Met

Colli al Metauro, 13 gennaio 2021 - Dopo oltre un anno e mezzo di indagini è stato individuato dai carabinieri il responsabile dell’incendio che la notte del 20 maggio 2019 divampò nella rimessa di automezzi di Colli al Metauro, in via Del Progresso, distruggendo 5 scuolabus.

Ai militari intervenuti sul posto è sorto immediatamente il sospetto che il rogo, che aveva interessato i mezzi del trasporto scolastico municipale, appaltato ad una cooperativa della provincia di Foggia operante da anni nel settore, fosse di natura dolosa, e con esso la convinzione che si erano evitate conseguenze ben più gravi solo grazie al tempestivo intervento del personale dei vigili del fuoco chiamato a domare le fiamme, che nel frattempo si erano propagate a tutto il garage e verso il tetto della struttura.

Le indagini, da subito in salita, sia perché il fuoco aveva distrutto le eventuali tracce di inneschi e del carburante utilizzato, sia per l’assenza di segni di effrazione evidenti per introdursi nella struttura, venivano avviate dai carabinieri della stazione di Colli al Metauro, al comando del luogotenente Antonello Pannaccio, e poi condotte dai colleghi del Nucleo Investigativo di Pesaro e Urbino e della Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Pesaro, diretti dai magistrati titolari del fascicolo iscritto per il delitto di incendio aggravato.

Ebbene, un anno e mezzo di lavoro ha consentito di individuare il soggetto ritenuto responsabile, il quale, ancor prima dell’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini da parte dell’autorità giudiziaria, ha ritenuto di avanzare richiesta di definizione del procedimento con il rito del patteggiamento.

Si tratta di una persona che, spinta da motivi di rancore personali, aveva maturato l’intenzione di vendicarsi innescando il rogo, senza preoccuparsi che il suo atto avrebbe colpito e penalizzato innanzitutto un servizio primario per i minori e le loro famiglie.

Le indagini hanno avuto anche l’ulteriore risultato di poter escludere scenari criminosi più gravi ed allarmanti, inizialmente ipotizzati per le particolari modalità di perpetrazione del delitto che poteva essere ricondotto a criminalità organizzata proveniente da altri contesti.