Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

Fano (Pesaro urbino), 7 febbraio 2019 - L’ha invitata a casa per proporle un lavoretto: «Ho bisogno di una donna che faccia qualche ora di pulizia durante la settimana. Io non ho mai il tempo di farlo». Per una giovane disoccupata fanese l’offerta di un 30enne romano, arrivato a Fano da qualche mese, che aveva conosciuto per caso in qualche locale, non le sembrava male. «Va bene, accetto». Per far vedere il luogo di lavoro, l’uomo (un 30enne) ha fissato un appuntamento con la ragazza nella casa da pulire. Ma una volta all’interno, dopo i sorrisi e le strette di mano, la descrizione del lavoro e qualche galanteria, l’uomo sarebbe arrivato al dunque abbracciando la donna e cercando in qualche modo di toccarle le parti intime. Tanto che la giovane avrebbe avuto una reazione decisa cercando di divincolarsi. Non c’è riuscita subito ma comunque ce l’ha fatta uscendo velocemente da quella casa con la consapevolezza di aver subìto un’aggressione a sfondo sessuale.

Una volta in strada, la ragazza ha chiamato un amico al cellulare raccontando quello che le era accaduto. Subito dopo, l’amico ha chiamato la polizia che è arrivata in pochi attimi per ascoltare il racconto della ragazza, la quale ha detto dove si trovava la casa nella quale ha subìto la violenza oltre a riferire il bar dove il 30enne era solito andare. La giovane donna, mentre raccontava tutto questo, ha fatto vedere alla polizia i segni sulle braccia lasciati delle mani dell’uomo che aveva cercato di trattenerla in casa. Per questo, la giovane è stata accompagnata in pronto soccorso per farsi medicare (prognosi di 5 giorni) mentre gli agenti si sono messi alla ricerca del trentenne che non hanno trovato in casa. Era già uscito. Lo hanno rintracciato vicino ad un bar, il solito, che aveva indicato la ragazza come possibile ‘rifugio’ del trentenne.

Una ricerca durata pochi minuti. Gli agenti lo hanno trovato subito e non sembrava per niente preoccupato. E’ stato portato in commissariato e dichiarato in arresto per violenza sessuale e lesioni. Subito dopo, il 30enne è stato portato in carcere a Villa Fastiggi. Ieri è stato interrogato per la convalida dell’arresto. L’uomo, difeso dall’avvocatessa Alexandra Tamburini, ha deciso di rispondere alle domande di contestazione che gli sono state fatte dal gip riguardanti il suo comportamento nei confronti della ragazza. Il 30enne ha dichiarato di aver soltanto ‘abbracciato’ la ragazza perché erano molto amici, si frequentavano di tanto in tanto, erano in buona confidenza. Se c’è stato qualcosa in più di un «abbraccio era perché la giovane era consenziente».

Una tesi che la parte offesa e la procura contestano. Tra le prove della violenza sessuale, proprio quell’ecchimosi alle braccia per le quali la giovane si è fatta medicare al pronto soccorso di Fano.

ro.da.