Coronavirus, i controlli (Foto d'archivio)
Coronavirus, i controlli (Foto d'archivio)

Sant'Elpidio a Mare (Fermo), 1 aprile 2020 - Lì per lì , dopo un attimo di sconcerto iniziale, agli agenti della Polizia locale di Sant’Elpidio a Mare, impegnati nei controlli stradali giornalieri di questo periodo, uno sghignazzo gli sarà pure scappato nel sentire la giustificazione, addotta con candida schiettezza e sfrontata disinvoltura, dall’automobilista appena fermato in zona Brancadoro (intorno alle ore 18 dell’altro ieri), per spiegare come mai si trovasse in strada, fuori dal suo Comune e, soprattutto, fuori da casa sua: "Sto andando a prostitute. Non ce la faccio più a stare senza fare sesso".

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Chissà, possibile che il conducente, un 40enne del Fermano, ipotizzasse che questa motivazione potesse essere derubricata come ‘assoluta urgenza’ (che consente spostamenti tra Comuni diversi) o come ‘situazione di necessità’ (anche se, sarebbe dovuto rimanere nei confini nel suo Comune di residenza). Oppure, chissà, sperava di accattivarsi la complicità degli agenti, cavandosela con una cameratesca pacca sulla spalla e tanti saluti. Non è andata così. In primo luogo perché il motivo del suo stare fuori casa non è contemplato tra le comprovate esigenze previste dal decreto e, in secondo luogo, perché non era neanche da solo in auto, ma viaggiava con un amico per cui aveva già infranto (e, verosimilmente, lo avrebbe rifatto di lì a poco se non fosse stato fermato) la regola delle regole del periodo di emergenza Covid-19: il rispetto della distanza di almeno un metro tra persone.

Risultato: quello che doveva essere un pomeriggio ‘bollente’ si è concluso con una sanzione di 373 euro (che diventeranno 533 euro se pagherà trascorsi i 31 giorni dalla notifica del verbale) e con l’automobilista che ha dovuto fare dietrofront e tornarsene a casa. Ma, soprattutto, il 40enne e il suo amico hanno dovuto rinunciare al focoso appuntamento fissato con ‘un’amica’, in un appartamento di Civitanova Marche. L’episodio è anche la prova che, seppur scomparse dalle strade fin dai primi giorni di reclusione forzata disposta per tutti, ci sono ancora sex workers in attività in casa e clienti che continuano a frequentarle in barba ai rischi di contagio che ne possono derivare per loro stessi e per gli altri.

E, restando in argomento, qualche edicolante non ha potuto fare a meno di notare, tra il divertito e il malizioso, la ricomparsa, sia pure in misura discreta, di pubblicazioni osé sugli scaffali, dopo tanto tempo, di cui erano rimasti sprovvisti.