Chi ci aveva segnalato lo stato di abbandono in cui versa il palazzetto dello sport, alias PalaSavelli, pur avendocene fatta una descrizione molto circostanziata e mostrato alcune foto, nulla a che vedere nel riscontro con la realtà: il palasport letteralmente immerso nella sporcizia e nelle erbacce, alcune delle quali giunte ad altezza d’uomo. Lasciato al degrado! Nessuna struttura in un paese che si dice civile può essere tenuta in quelle...

Chi ci aveva segnalato lo stato di abbandono in cui versa il palazzetto dello sport, alias PalaSavelli, pur avendocene fatta una descrizione molto circostanziata e mostrato alcune foto, nulla a che vedere nel riscontro con la realtà: il palasport letteralmente immerso nella sporcizia e nelle erbacce, alcune delle quali giunte ad altezza d’uomo. Lasciato al degrado! Nessuna struttura in un paese che si dice civile può essere tenuta in quelle condizioni, figuriamoci un immobile di valore e di prestigio qual è il PalaSavelli.

Un impianto ritenuto strutturalmente e architettonicamente tra i più belli del genere a livello nazionale. Una struttura testimone di imprese da favola di cui sono state protagoniste, nel campo della pallacanestro, prima la Sangiorgese, poi la Sutor Montegranaro e negli ultimi anni la Poderosa Montegranaro. Stringe il cuore vederlo così chiuso e desolato a chi vi ha vissuto momenti memorabili per le vittorie della squadra del cuore ma anche a chi vi ha sofferto per le sconfitte perché comunque sono sentimenti che accompagnano lo sport e che fanno sentire vivi e partecipi. Oltre alle erbacce, ad accentuare il degrado le cassette dell’antincendio sventrate. E non è dato sapere quale sia lo stato all’interno dato che le strutture non utilizzate sono destinate al deperimento.

L’Amministrazione comunale se ci sta batta un colpo. Intervenga direttamente oppure imponga di provvedere a chi, se c’è, ha in custodia l’impianto. Poi, una volta ridatagli dignità bisognerà riattivarlo all’uso. Che non vi giochi più la Poderosa rappresenta senza dubbio una grande perdita e dispiace. Ma la vita, anche del palasport, deve continuare. Al momento non c’è più il basket di serie A, ma non mancano le categorie inferiori di tale disciplina sportiva, poi di serie A c’è il calcio a 5. E, poi, che fine ha fatto il project financing proposto da una società romana per la gestione ventennale del campo sportivo nuovo e del palas in cambio della loro ristrutturazione? Non dimentichiamo infine che l’Amministrazione comunale ha sempre sostenuto di considerare il PalaSavelli una struttura territoriale per cui non si sa mai dovesse risultare utile a tale livello. Una cosa è certa: non merita proprio di divenire l’ennesima cattedrale nel deserto.

Silvio Sebastiani