Fermo, 16 maggio 2018 - Si gioca per cambiare vita, per sfidare la sorte, per divertimento. Qualcuno però poi perde il controllo e finisce per giocare troppo e rovinarsi la vita e spezzare il futuro della famiglia. E’ allarme rosso per la nuova dipendenza da gioco d’azzardo, se è vero che non tutti i giocatori sono patologici, è vero pure che esagerano tre persone su mille nel Fermano e sono quasi 500 i casi in carico al servizio dipendenze dell’Area Vasta 4. «Registriamo numeri preoccupanti - spiega il direttore Licio Livini - i dati nazionali parlano di aumento di giocatori e di persone coinvolte, di denaro cospicuo e soldi importanti investiti in queste situazioni. Parliamo dei soggetti più fragili e talmente dipendenti dal gioco che trascurano la vita quotidiana e ordinaria. E’ per questo che riteniamo importante mettere in piedi per quanto possibile dal lato prevenzione un sistema di risposta che ci veda tutti impegnati».

E’ Gianna Sacchini, direttrice del dipartimento Dipendenze, a parlare della necessità di costruire reti di prevenzione e sensibilizzazione, per promuovere stili di vita salutari: «Lavoriamo nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Regione Marche, è oggi fondamentale unire le forze per un percorso che sia coerente. Il dipartimento è l’insieme di quei soggetti che operano per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei portatori di patologie di dipendenza, con le comunità terapeutiche che offrono per la cura un sostegno e prestazioni di tipo residenziale».

Nel caso del gioco di azzardo si parla di patologie con cause multifattoriali, i più giovani utilizzano il gioco online che è difficile da intercettare, gli anziani, i pensionati, si rivolgono invece a punti scommesse e tabaccherie e spesso finiscono la pensione nel giro di pochi giorni. Siamo chiamati ad una azione preventiva qualificata e di comunità, anche la cura prenderà forme specifiche per il giocatore patologico, non è un soggetto che percepisce di essere dipendente in fretta, spesso è la famiglia che porta il giocatore e avverte disagio e danni per la perdita denaro. Le comunità terapeutiche, nel Fermano ci sono La Speranza, l’Arcobaleno e l’Aurora, si sono attrezzate per offrire una residenzialità ad esempio ad ore o nei fine settimana o al bisogno, quando si creano particolari vulnerabilità, con gruppi di auto mutuo aiuto e maggiore sostegno alle famiglie. Si collabora anche con le associazioni anti usura e con l’Ambito sociale XIX che offre anche formazione e supporto alle famiglie, sostegno agli anziani insieme con i centri sociali e momenti di ascolto. «Il gioco non è di per sé patologico - conclude Sacchini - ci sono soggetti che hanno vulnerabilità particolari per questo vale la pena intervenire sui fattori di protezione con tutti i soggetti della comunità educante».