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Il traliccio della discordia. I residenti: troppo vicino

Installazione del palo per servire la telefonia in zona Campiglione, abitanti e imprenditori: "Nessuno ci ha avvertito né chiesto un parere" .

Il traliccio della discordia. I residenti: troppo vicino

Residenti e imprenditori sul piede di guerra per il traliccio, alto circa 30 metri, installato nella zona industriale di Campiglione a ridosso delle aziende e delle abitazioni. Dalla cima del traliccio partirà un ripetitore di telefonia mobile 5g della compagnia Iliad, che dovrà servire l’intero territorio. "Ci siamo visti – spiega il titolare di un’impresa del posto – spuntare questo impianto mastodontico senza che nessuno ci avvertisse. Il traliccio è stato installato praticamente a ridosso delle aziende del posto". Gli fa eco un altro imprenditore che avrà il palo a ridosso della sua fabbrica di calzature: "Tutto questo ci è sembrato strano, perciò abbiamo chiesto chiarimenti in Comune, ma ci è stato risposto che non dipendeva da loro. In realtà nel cantiere è esposto la regolare concessione dell’ufficio urbanistica e il traliccio e stato issato sul territorio comunale. Chi di dovere ci dica la verità e ci spieghi cosa sta succedendo e perché". I residenti sono imbufaliti per l’installazione del ripetitore senza che nessuno li abbia consultati: "Noi ci viviamo in questa zona e siamo in casa per molto tempo durante la giornata. Chi ci dice che l’impianto non è dannoso per la salute dei cittadini? Abbiamo intenzione di attivare una raccolta firme e se dovesse servire fare anche un esposto". Ad oggi la comunità scientifica non è ancora certa delle conseguenze dell’inquinamento da elettromagnetismo sull’uomo. La legge dice che un cittadino, quando ritiene che un ripetitore sia stato installato in violazione delle norme e dunque a meno di 70 metri da abitazioni private, scuole o ospedali, può opporsi presentando un esposto alla Procura, ai carabinieri, al ministero dell’Ambiente, al ministero della Sanità, all’Arpa. Oppure può rivolgersi al giudice impugnando l’eventuale atto amministrativo che ha concesso l’installazione. Da un punto di vista normativo in tema di installazione di ripetitori telefonici vicino alle abitazioni, dobbiamo fare un salto indietro al 2002, quando il decreto Gasparri ha concesso maggiori libertà nel posizionamento di ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale. Secondo questa legge, infatti, i ripetitori dovevano considerarsi vere e proprie opere di urbanizzazione primaria ed essere trattati, dunque, allo steso modo. In proposito va precisato che il Comune non ha alcun potere di interferire nella scelta del luogo di installazione di ripetitori telefonici.

Fabio Castori