Auto e roulotte abbandonate a Lido Tre Archi (Zeppilli)
Auto e roulotte abbandonate a Lido Tre Archi (Zeppilli)

Fermo, 19 marzo 2019 - Una roulotte e un’auto abbandonate usate come centrale dello spaccio e come dormitorio per i senza tetto. Non è Scampia, non Centocelle a Roma non è uno dei tanti quartieri di frontiera di una grande metropoli. È Lido Tre Archi, dove questa situazione è diventata una realtà quotidiana, con cui i residenti devono fare i conti. A sollevare il problema sono proprio le persone che abitano nel condominio R11 che si fanno portavoce del malcontento, dell’insicurezza e dello stato di abbandono e degrado in cui sono costretti a vivere.

Chi parla preferisce rimanere nell’anonimato, non certo per vigliaccheria, ma per evitare possibili ritorsioni: «Diversi anni fa un ragazzo albanese decise di parcheggiare la propria roulotte nel posteggio del condominio. Fino a quando il proprietario del caravan ha abitato nel palazzo non ci sono stati problemi. Il mezzo era chiuso e sotto la sua custodia. La situazione è degenerate quando l’inquilino ha lasciato il condominio per andare a vivere altrove. La roulotte, seppur chiusa con un lucchetto, è rimasta completamente incustodita. E, come si dice, in natura i vuoti si riempiono e in un quartiere dove molti non hanno una fissa dimora, hanno fatto a gara per poter abitare lì, rimuovendo il lucchetto che rappresentava il solo ostacolo oggettivo. È iniziato così il nostro calvario, con un via vai di stranieri. Questa situazione si è sempre più consolidata nel tempo e sono diventati loro i veri padroni del condominio. L’andirivieni quotidiano di individui poco raccomandabili, che fanno i loro comodi e soprattutto i bisogni corporali ovunque, ha avuto un’escalation. E se qualcuno si oppone alla loro presenza viene minacciato e preso di mira».

I residenti parlano poi di un vera e propria centrale della droga: «Questi soggetti stranieri noti alle forze dell’ordine, hanno fatto diventare la roulotte anche una base per lo spaccio. I compratori vanno e vengono in continuazione e la maggior parte delle volte consumano le dosi all’interno delle scale, della cabina luce, dei pianerottoli e degli spazi comuni. Quel parcheggio, che nei pomeriggi primaverili ed estivi era anche un punto di aggregazione per il gioco pomeridiano dei bambini, ora è una zona da evitare». I residenti parlano di impotenza e di rassegnazione facendo presente che sono state istallate le telecamere, ma non hanno avuto alcun effetto: «Purtroppo non sono servite da deterrente per questi soggetti. La cosa che però più ci indigna è che il problema sarebbe facilmente risolvibile con la rimozione della roulotte. Bisogna anche aggiungere che negli ultimi giorni, perfino l’auto abbandonata, altro rudere da anni accanto alla roulotte, è diventata anch’essa ricovero notturno di altri stranieri. Non si può sempre aspettare che succeda qualcosa di grave per intervenire e poi a posteriori fare il rimbalzo delle responsabilità di chi sapeva e non è intervenuto».