Al pronto soccorso e nel reparto di Malattie infettive del Murri sono stati trattati gli ultimi casi di morbillo
Al pronto soccorso e nel reparto di Malattie infettive del Murri sono stati trattati gli ultimi casi di morbillo

Fermo, 14 maggio 2017 - Ormai è epidemia, il morbillo gira tra bambini non vaccinati e contagia anche gli adulti e non sono rari i casi di ricovero per complicanze più o meno serie. Il responsabile del Servizio prevenzione dell’Area Vasta 4, Giuseppe Ciarrocchi, parla di una situazione in linea con quello che accade a livello nazionale: «Ci sono stati recenti ricoveri per le polmoniti che sono la complicanza più frequente in caso di morbillo tra adulti. Abbiamo avuto anche qualche bambino ricoverato ed è capitato pure che tra gli operatori sanitari ci fosse qualcuno non vaccinato che ha finito per ammalarsi. Lo avevamo previsto».

Il morbillo provoca un forte disagio, febbre altissima e problemi respiratori soprattutto negli adulti: «Ci sono poi gli importanti costi sociali, oltre al ricovero l’assenza dal posto di lavoro, tutti i problemi che si legano ad una malattia che dura almeno due settimane. E non c’è profilassi che tenga, l’unica possibilità che abbiamo per difenderci è proprio fare il vaccino, del tutto sicuro e senza nessuna problematica. Si possono vaccinare anche gli adulti, la fascia d’età più a rischio è quella tra i 30 e i 40 anni, con i bambini piccoli che possono portare il virus da scuola o da altri ambienti nei quali ci siano bambini non vaccinati. Parliamo ormai da settimane della necessità di fidarsi del vaccino che non ha mai creato problemi. E chi parla di allarmi diffusi per far arricchire le aziende farmaceutiche proprio con i vaccini non sa di cosa parla, semmai ci si arricchisce di più con i costi a carico dei malati e dunque è facile capire che la battaglia è reale e vuole estirpare la malattia che invece torna più prepotente se diffidiamo dei vaccini».

Nella sensibilizzazione sono coinvolti anche i medici di base che sono stati messi al corrente dell’epidemia che pure hanno cominciato ad affrontare nei loro ambulatori: ««I medici sono preparati, sanno che devono invitare al vaccino e anche come gestire il morbillo per evitare che il contagio si propaghi ancora. Noi siamo impegnati ad affrontare la situazione che si è venuta a creare e continuiamo a fare il nostro lavoro, a spiegare che grazie al vaccino si vive meglio tutti insieme».

a. m.