A Lapedona ci sono una seconda, una terza e una quinta. Per la prima otto iscritti
A Lapedona ci sono una seconda, una terza e una quinta. Per la prima otto iscritti
L’ufficio scolastico regionale pur autorizzando due pluriclassi, non autorizza la prima, e i genitori, sostenuti dal sindaco Giuseppe Taffetani, protestano perché devono portare i bambini in un altro paese. E’ quanto sta succedendo a Lapedona, dove il nuovo anno scolastico ormai alle porte, vede l’esistenza certa di una seconda, una terza e una quinta classe e l’iscrizione di otto piccoli alunni per la prima. L’ufficio scolastico regionale ha pertanto autorizzato a fare due pluriclassi, così come è avvenuto lo scorso anno,...

L’ufficio scolastico regionale pur autorizzando due pluriclassi, non autorizza la prima, e i genitori, sostenuti dal sindaco Giuseppe Taffetani, protestano perché devono portare i bambini in un altro paese.

E’ quanto sta succedendo a Lapedona, dove il nuovo anno scolastico ormai alle porte, vede l’esistenza certa di una seconda, una terza e una quinta classe e l’iscrizione di otto piccoli alunni per la prima. L’ufficio scolastico regionale ha pertanto autorizzato a fare due pluriclassi, così come è avvenuto lo scorso anno, sulla base dei numeri esigui degli alunni residenti nei piccoli paesi. Il problema però sta nella decisione dell’ufficio regionale che (nonostante l’autorizzazione delle due pluriclassi) dispone che gli iscritti alla prima elementare non frequentino il plesso di Lapedona, ma vadano ‘reindirizzati’ a quello di Altidona.

"Secondo la norma – dice il sindaco – una classe non può essere autorizzata con meno di 15 alunni ed è pertanto impossibile avere una classe prima a Lapedona. Per contro – prosegue – la norma prevede anche la costituzione di una pluriclasse con un minimo di otto e un massimo di 18 alunni. Gli otto di prima insieme alla seconda, fanno il numero giusto. Si aggiungerebbe l’altra pluriclasse autorizzata composta dalle classi terza e quinta, visto che la quarta è mancante. Non c’è pertanto logica nella non autorizzazione della prima classe, contro la quale mi sto battendo a sostegno dei genitori e della nostra comunità. Tanto più – conclude Taffetani – è mancante di logica, la concessione regionale di fondi per potenziare la struttura scolastica e la sicurezza, così come è stato fatto, se poi si avverte il timore del preludio alla chiusura del nostro plesso".

"Riteniamo questa scelta sbagliata sotto tutti gli aspetti – dicono i genitori – e ci rivolgeremo ad un legale. Va ricordato – spiegano – che lo scorso anno è stata autorizzata la pluriclasse con due bambini iscritti alla prima elementare, mentre quest’anno si chiude una classe con otto iscrizioni. Vogliamo dimenticare l’epidemia e la conseguente necessità di non avere classi affollate, quando i nostri bambini debbono finire in una di quelle? Soprattutto – dicono – perché dovremmo portare i nostri figli ad Altidona? Visto che non si tiene conto delle esigenze lavorative e degli impegni delle singole famiglie già in difficoltà, dobbiamo essere liberi di scegliere la scuola per i nostri figli dal momento in cui vengono privati del servizio scolastico nella comunità di appartenenza che li prepara alla crescita. La stessa comunità di borgo – concludono – di cui si sbandiera la promozione e vivibilità di rilancio, per poi chiudere le scuole".

Paola Pieragostini