Elisabetta Antonioni, nipote del regista Michelangelo, con il marito Pier Paolo Pedriali
Elisabetta Antonioni, nipote del regista Michelangelo, con il marito Pier Paolo Pedriali

Ferrara, 4 marzo 2020 - Un’esperienza di dieci anni nel mondo del tango. Poi lunedì, leggendo il Carlino la scoperta: un gruppo di tangueri che ha ballato all’hotel Astra due settimane fa, è finito in quarantena perché tre ballerini spagnoli sono risultati positivi al test del Coronavirus. Elisabetta Antonioni, nipote del regista premio Oscar Michelangelo, con il marito Pier Paolo Pedriali sa cosa vuol dire partecipare a una milonga. Ieri mattina, sul suo profilo Facebook, è apparso un post che chiede responsabilità a chi era a quell’evento, invitando a mettersi in quarantena.

Elisabetta, perché pubblicare quel post?
"Perché credo sia giusto che ognuno di noi, se ha il sospetto di essere stato in una situazione a rischio, debba rispettare le regole prescritte".

Gli amici vi hanno contatto?
"In tanti ci hanno chiesto. Anche la cassiera dove siamo soliti andare a fare la spesa. Ma le ho spiegato che sia io che mio marito siamo fermi da mesi. Se lo avessimo fatto, le ho assicurato, ci saremmo messi subito in quarantena"

Quando ha deciso di pubblicare il post?
"Martedì mattina mi ha chiamato il medico. La dottoressa, che ci conosce, sa che noi siamo dei ballerini di tango e dunque ha avuto lo scrupolo di chiederci se per caso anche noi fossimo andati a quella milonga".

Ha mai conosciuto quei ballerini?
"Alcuni di loro so chi sono. E quando ho sfogliato il Carlino , per leggere la notizia, mi sono subito preoccupata anche per loro".

Perché?
"Perché questo è un ballo di coppia. E quando si fanno le milonghe il contatto è ancora più stretto".

Ci spieghi meglio…
"La milonga è per sua natura un tango dove la distanza fra il volto dell’uomo e della donna si riduce di molto. L’evento, che si svolge alla sera, dalle 22 fino alle 3 di notte, è fatto di diversi tipi di tango. Ed essendo un ballo sociale è previsto lo scambio fra le coppie".

In quella situazione dunque il contatto è diretto…
"In certi casi la milonga si balla con il capo di lei che tocca quello di lui (si alza dalla sedia e con il marito Pier Paolo mostra come deve essere l’approccio fra ballerini, ndr ). Noi però non lo abbiamo mai fatto perché andiamo in un’altra scuola. Negli anni, però, abbiamo preso parte a diverse milonghe organizzate per l’Italia".

E come funzionano?
"Di solito si svolgono negli alberghi. Le giornate sono scandite da lezioni pomeridiane, riposo in camera e poi alla sera, quello che hai appreso nel pomeriggio, cerchi di usarlo nelle performance della milonga".

Cosa spera?
"Penso che l’emergenza sarà lunga. E solo se ognuno di noi si mostrerà responsabile nei comportamenti non sarà infinita. Non si deve però cadere nell’isterismo".

s. g.