Grazia Cavalieri D’Oro, comacchiese e il marito Ugo Mazzavillani,. codigorese a Capodanno
Grazia Cavalieri D’Oro, comacchiese e il marito Ugo Mazzavillani,. codigorese a Capodanno
Da Codigoro alla Polinesia ci sono 18.000 chilometri circa, distanza colmata da Ugo Mazzavillani, farmacista, ormai 33 anni fa realizzando così il sogno di una vita insieme alla compagna comacchiese, Grazia Cavalieri D’oro. "Dopo essermi laureato trovai subito occupazione e nel 1988 andammo come turisti a Rangiroa, nella Polinesia francese; visitammo le isole di Bora Bora, Moorea e tante altre in uno degli atolli più belli al mondo, dove sono si coltivano le perle nere. Insomma, fu un amore a prima vista e...

Da Codigoro alla Polinesia ci sono 18.000 chilometri circa, distanza colmata da Ugo Mazzavillani, farmacista, ormai 33 anni fa realizzando così il sogno di una vita insieme alla compagna comacchiese, Grazia Cavalieri D’oro. "Dopo essermi laureato trovai subito occupazione e nel 1988 andammo come turisti a Rangiroa, nella Polinesia francese; visitammo le isole di Bora Bora, Moorea e tante altre in uno degli atolli più belli al mondo, dove sono si coltivano le perle nere. Insomma, fu un amore a prima vista e trascorremmo due settimane indimenticabili".

Trascorrono due anni, ma nel cuore di Ugo e di sua moglie, anche lei farmacista, tra un tranquillante e un antibiotico dispensanti in farmacia, resta viva la voglia di tornare in quel paradiso. "Così, pensando all’idea di fare delle riprese, anche per la passione tramandata da mio padre prendiamo l’aereo – ricorda Mazzavillani – e con un volo di quasi 24 ore atterriamo nell’isola perché al cuore non si comanda". Ancora Polinesia, ancora isole da sogno con la sabbia fine come il talco, acqua del mare che dalla riva all’orizzonte si colora di tutte le gradazioni del cielo estivo. Nel 1993 i due coniugi partono decisi a vivere sei mesi in Polinesia e gli altri sei in Italia, ma dopo due mesi trascorsi in ‘paradiso’ "scriviamo al proprietario della farmacia, dicendogli che eravamo spiaciuti, ma non saremmo tornati e ho fondato un centro subacqueo. Abbiamo iniziato con sei clienti, lo spirito era quello di far sentire le persone non turisti, ma ospiti in uno spazio unico al mondo. Comprammo un gommone e un compressore, l’anno successivo altri due compressori e attualmente credo di essere uno dei più importanti gestori turistici di questa zona. Realizzo anche video per varie televisioni anche internazionali. Nel tempo, i prezzi sono diminuiti a mano a mano che aumentavano i voli per raggiungerci. Ora mi occupo di escursioni in superficie, dove mostro sabbie rosa e lagune blu e dei 250.000 turisti che ogni anno arrivano in Polinesia penso che un terzo passi da Rangiroa. Nonostante il Covid, per noi è stato un anno ottimo". Si sente un uomo fortunato per aver coronato un sogno e vivere in un luogo fantastico, dove però cominciano a vedersi preoccupanti segnali di inquinamento. "I primi tempi vivevamo in una piccola capanna a pochi metri dalla spiaggia: mangiavamo frutta e pesce che trovavamo davanti alla capanna quasi ogni mattina. Non abbiamo mai capito chi fosse a farci questi doni, ecco perché adoro la Polinesia e la gente che ci vive, ancora genuina e generosa. Ormai questo mondo è diventato anche un po’ nostro".

cla. casta.