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13 apr 2022

Incidente mortale, ex dirigente assolto

La Corte di Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Ferrara che aveva condannato a un anno Claudio Fedozzi

Un’udienza in tribunale (foto di repertorio)
Un’udienza in tribunale (foto di repertorio)
Un’udienza in tribunale (foto di repertorio)

COMACCHIO

Ha dovuto attendere quasi cinque anni per vedere la conclusione di un incubo in cui era finito nel 2017 con la condanna a un anno di reclusione per omicidio colposo. Anzi l’incubo era iniziato molto considerando le indagini e l’inizio del processo di primo grado. Ieri la Corte di Appello di Bologna ha assolto con formula piena Claudio Fedozzi, ex dirigente del Comune di Comacchio. "La Corte ha assolto il nostro cliente con formula piena – ha spiegato l’avvocato Franco Caniato che ha assistito Fedozzi insieme al collega Riccardo Venturi - perché il fatto non sussiste". C’è soddisfazione per una decisione che ha completamente ribaltato il verdetto di primo grado. E che, presumibilmente non sarà impugnata. Quindi diventerà definitiva.

L’ex dirigente dell’amministrazione comunale di Comacchio era finito nei guai perché secondo l’ipotesi dell’accusa l’incidente che costò la vita al comacchiese Nicola Buonafede, 23 anni e a due operaie agricole di 45 anni: Spasojka Kukilo e Radmilla Pejovic, poteva essere evitato, anche con una maggiore manutenzione della strada.

Su quella tragedia, infatti, venne aperto un fascicolo per omicidio colposo, con iscritti nel registro degli indagati appunto Claudio Fedozzi, all’epoca dirigente dei lavori pubblici del Comune di Comacchio e Zeljko Kukilo, che si trovava al volante del Ford che trasportava alcuni connazionali – tra cui le due donne che hanno perso la vita – di ritorno dal lavoro.

Secondo la Procura estense, oltre al conducente dell’auto, che patteggiò la pena di otto mesi di reclusione per eccesso di velocità, c’erano responsabilità anche per quanto riguarda la manutenzione del verde. Se cioè la segnaletica fosse stata ben visibile per chi si trovava alla guida, lo scontro avrebbe potuto avere conseguenze meno gravi. Incidente che era accaduto a Mezzano nel 2014. In primo grado, a novembre del 2017, arriva la sentenza che condanna Fedozzi a un anno di reclusione per omicidio colposo e al risarcimento del danno alle parti civili.

Sono dovuti trascorrere quasi cinque anni, per arrivare al verdetto di secondo grado, che ha completamente ribaltato la sentenza dei Tribunale ferrarese, con i giudici della Corte di Appello di Bologna che hanno assolto l’ex dirigente perché il fatto non sussiste.

Cristina Rufini

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