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5 mag 2022

Indagate più di duecento persone mentre tre finirono in carcere

In cella due funzionari della Motorizzazione di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche

"Alla Motorizzazione di Ferrara era possibile ‘comprare’ per una manciata di euro la revisione per camion e rimorchi": questo il passaparola. Bastavano dai cento ai 350 euro a pratica, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. E in alcuni casi non era nemmeno necessario che il mezzo pesante passasse effettivamente per le linee di controllo. Era sufficiente consegnare il libretto alla persona ’giusta, infilarci in mezzo i soldi e il gioco era fatto. È lo scenario che è stato ricostruito nelle carte dell’inchiesta condotta a quattro mani da Polizia stradale e Guardia di finanza. Agenti e militari, coordinati dal sostituto procuratore Andrea Maggioni (foto), hanno scoperto così un presunto giro di mazzette che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati 216 persone accusate a vario titolo di corruzione, abuso d’ufficio e falso. L’attività degli inquirenti è culminata poi ad ottobre del 2020 con l’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e quattro ai domiciliari) firmate dal gip Vartan Giacomelli. In carcere erano finiti due tecnici della Motorizzazione, Cesare Franchi ed Edoardo Caselli, e il titolare di un’agenzia di pratiche auto di Ferrara, Alessandro Barca, ritenuto dagli inquirenti l’intermediario tra i pubblici ufficiali e i ‘clienti’. Ai domiciliari invece quattro imprenditori dei comparti trasporto e logistica, due della provincia di Bologna e uno del Rodigino. Gli inquirenti hanno inoltre sequestrato in oltre trenta province le carte di circolazione di 358 mezzi pesanti che avevano superato la revisione con il trucco.

Sotto la lente ci erano finiti pure altri 268 veicoli per i quali non sono emersi elementi penalmente rilevanti, pur permanendo alcuni sospetti tali da spingere gli inquirenti a segnalarli all’autorità amministrativa per una revisione straordinaria. Il sistema ritenuto illecito ruotava attorno al fatto che gli imprenditori per far superare la revisione a mezzi in condizioni non ottimali cercavano di dirottare la loro pratica nelle mani dei due funzionari: i ‘clienti’ più affezionati li contattavano direttamente mentre gli altri passavano per l’intermediario. A quel puntodue scenari: il camion passava sui rulli per le prove e, in caso di problemi gli esiti venivano ritoccati. Oppure no e veniva consegnato il libretto di circolazione con la revisione.

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