Ferrara, 19 gennaio 2021 - Il lupo è sempre più presente nel territorio estense ed è ormai anche alle porte della città, come segnala il plurivincitore della Coppa del Mondo di Fotografia Naturalistica Milko Marchetti. "Stavo andando verso Argenta con l’immancabile macchina fotografica ed ho visto questa bellissima femmina di lupo – dice – a pochi chilometri da Ferrara, tra Fossanova e la località Gorgo. Tranquilla si muoveva sul territorio, ha attraversato la statale Adriatica verso Gaibanella e poi l’ho persa in mezzo ad una macchia boscata. E’ stata un’emozione intensa che ho filmato e fotografato per la bellezza, l’autorevolezza, intrinseca a questo straordinario animale che mi auguro sia sempre tutelato e protetto".

Un altro avvistamento è stato effettuato nel bondenese verso sera ed in questo caso si trattava di un cucciolone, probabilmente sceso dall’appennino a causa del forte innevamento che in questo momento si sta registrando in quelle zone. Tuttavia la "lupomania" è certamente esplosa qualche mese fa, con la coppia di lupi, affettuosamente soprannominata Marco e Anna, stabilitasi nell’oasi naturalistica di Campotto, all’interno del Parco del Delta del Po, tornando, dopo secoli, a popolare un’area, ricca di acqua, terre, prati e boschi, da cui sono nati sette cuccioli. Una piccola colonia sulla quale il Parco del Delta del Po, ha dato il via ad una serie di osservazioni, nell’ambito del "Piano di monitoraggio nazionale per la presenza del lupo (Canis lupus)", con uscite per registrare tutti i segni di presenza nonché capire le abitudini, valutare la densità e l’impatto per il territorio. Una raccolta dei dati prevista sino a marzo che sarà coordinata a livello territoriale direttamente dall’Ente per la Gestione dei Parchi e della Biodiversità Delta del Po in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, attraverso personale abilitato con specifica attività formativa realizzata proprio da Ispra.

Un "sorvegliato speciale", sul quale occorre porre la doverosa attenzione come su tutte le specie nuove che si insediano in un territorio. Ad Argenta un primo impatto che hanno prodotto i lupi è stato quello di creare molto "scompiglio" nei caprioli presenti nel boschetto della zona, che possono rientrare nella loro dieta e che spesso per scappare finiscono per attraversare velocemente le strade vicine con gli immancabili incidenti fra loro e gli automobilisti. "Non dimentichiamo mai l’origine del lupo che era ed è un superpredatore, all’apice della catena alimentare, abituato a cibarsi di prede per la sua sopravvivenza e quella della prole – afferma il funzionario regionale Luisa Zanni, responsabile della pianificazione faunistica nella nostra regione – non va demonizzato ma neppure santificato. L’insediamento di una nuova specie in un territorio crea delle situazioni su cui occorre porre sempre la massima attenzione. E’ sbagliato lasciare cibo vicino alle abitazioni, perché questo lo attira, si avvicina alle case e alle persone ed agli animali domestici. Il mio timore, pur comprendendo come il lu po sia bello e suggestivo – conclude Maria Luisa Zanni – è che si dimentichi che nella natura l’uomo ed il lupo non sono amici. Non bisogna dargli troppa confidenza, per evitare che avvicinandosi troppo all’uomo possa aggredire animali domestici, o persone".

red. cro.