Una ragazza indossa la mascherina in piazza Savonarola
Una ragazza indossa la mascherina in piazza Savonarola

Ferrara, 13 gennaio 2020 - Dopo alcuni giorni di 'tregua', le centraline che rilevano la presenza di Pm10 (polveri sottili) nell'aria sono tornate a indicare sforamenti dei limiti massimi sia in città che in alcune zone della provincia. Gli ultimi dati forniti da Arpae risalgono a sabato, quando tutte le centraline in città hanno indicato livelli di Pm10 superiori al limite massimo consentito, che è di 50 microgrammi per metro cubo (nella centralina di Villa Fulvia 73 microgrammi per metro cubo, 65 in corso Isonzo,  65 a Cento e 60 a Jolanda). Abbiamo chiesto a uno pneumologo le conseguenze di questi continui sforamenti. 
 

"Molti anni fa, proposi all’allora sindaco Sateriale di chiudere al traffico tutto l’entromura, e di incentivare l’uso gratuito dei mezzi pubblici. Anche oggi mi verrebbe voglia di lanciare idee, o polemizzare, ma quello del politico non è il mio mestiere". Alfredo Potena è medico e pneumolgo, tuttavia in materia di smog e conseguenze delle micropolveri, parla con assoluta cognizione di causa. Citando anche i dati di una ricerca recentissima: "Nei giorni di picco delle Pm10, è stato osservato un aumento esponenziale dei ricoveri – afferma, citando il report del British Journal of Medicine –: sono state due ricercatrici italiane a verificare questo fenomeno, valutando l’ospedalizzazione dei pazienti nelle aree degli Usa più esposte al fenomeno delle micropolveri". La sensazione, e qualcosa di più, è che anche nel bacino padano, e anche a Ferrara, la situazione sia analoga: "Sarebbe interessante effettuare questo studio anche a Cona – prosegue Potena –, incrociando due dati in fondo elementari: i giorni in cui lo smog supera i valori soglia, e il numero degli accessi al Pronto soccorso".
 

Non solo per le patologie respiratorie, quelle classificamente collegate all’inquinamento atmosferico: "Che ci sia, da anni, una recrudescenza dell’asma e delle bronchiti croniche, è ormai lapalissiano – prosegue Potena –; ma emerge, dagli studi, l’aumento anche delle patologie cardiovascolari, ma anche di affezioni serie alle vie urinarie, di insufficienze renali, di setticemie". In questo caso, vere e proprie killer sono le particelle Pm1 ("dieci volte più piccole di un globulo rosso", evidenzia il medico), il cui impatto è devastante per l’organismo umano: "In questo caso parliamo di malattie degenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer, ma anche del possibile insorgere di tumore al cervello: "Non dico certo che respirando l’aria ammorbata dallo smog si scatenino automaticamente queste malattie – precisa il pneumologo –, ma l’esposizione sistematica a condizioni atmosferiche critiche, accumula sostanze nocivissime". Di qui l’urgenza di misure di contrasto: "Sarebbe meglio agire sulla prevenzione, ma capisco che chi governa, a tutti i livelli – Potena esce forzatamente dal proprio campo –, fatica a guardare oltre l’orizzonte del proprio mandato e dei propri confini amministrativi". In ogni caso, anche agire sul proprio ambito sarebbe importante: "Già quarant’anni fa Flavio Pusinanti, direttore del vecchio Dispensario, aveva dimostrato che nelle zone della città in cui era maggiore l’inquinamento, le mappe del tumore al polmone si facevano più fitte. Aveva condotto uno studio su oltre 5mila abitazioni, verificandone i sistemi di combustione". Da allora Ferrara ha scelto la geotermia: "Ma resta il grande nodo del traffico urbano – incalza Potena –: non sarò io a polemizzare per i tanti veicoli che circolano in corso Ercole d’Este o corso Martiri della Libertà, ma ricordo che a Pechino, dove in concomitanza delle Olimpiadi venne bloccato il traffico per tre mesi, i casi di asma calarono del 40%. E’ impossibile, perciò, intervenire coraggiosamente anche su scala locale?".