Il consigliere comunale di FdI Alessandro Balboni ha denunciato lo stato di degrado delle tombe in Certosa
Il consigliere comunale di FdI Alessandro Balboni ha denunciato lo stato di degrado delle tombe in Certosa

Ferrara, 6 febbraio 2019 – A Gerusalemme ci pensò Vespasiano, a Ferrara l’oblio. La nicchia che contiene le urne in cui vennero raccolte le ceneri dell’autore della ‘Liberata’, Torquato Tasso, è in stato di totale abbandono. Alla Certosa monumentale il silenzio della mattina accompagna i pochi avventori sulle tombe dei propri cari. Quelli che i parenti li hanno ancora. Ma sotto le urne del Tasso non ci sono fiori. Rimangono invece tracce di un’antica gloria: una corona bronzea d’alloro, staccata dalla lapide del poeta. A denunciare lo stato di degrado in cui versano nicchia e urne è il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Balboni, accompagnato da un gruppo di cittadini che si sono «stancati di questa situazione, imbarazzante per una città che fa della cultura la sua principale peculiarità».

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«Ci siamo sentiti dire che siamo dei rozzi e dei bifolchi senza cultura da una sinistra che per anni si è arrogata il ruolo di depositaria della ‘Cultura’. Se questa è la risposta che danno, c’è da interrogarsi ampiamente sul loro operato». Le parole di Balboni fiammeggiano sotto le urne di Tasso. Proprio lui che «diede lustro a Ferrara – prosegue – e viene ripagato in questo modo». Il tono del consigliere comunale è volutamente polemico e in qualche modo è la risposta all’allerta (o ‘alert’ come ha scritto qualcuno), lanciata dalla sinistra dopo le dichiarazioni di un esponente leghista che paventava l’ipotesi di sospendere Internazionale e il Buskers festival.

«Dopo le segnalazioni dei cittadini – prosegue il capogruppo di FdI – mi sono interessato subito alla vicenda e, proprio perché mi sembra davvero di una gravità estrema, farò un’interpellanza per fare luce su questo abbandono intollerabile e per chiedere conto della condotta di Amsef su questa nicchia». Insomma , dice Balboni, «anche la destra tiene alla cultura». Alessandro Ferretti, un cittadino della cordata, alza le braccia e indica la scritta sulla lapide: «E pensare – ricorda – che con le scuole ci portavano qui in Certosa proprio per vedere le urne che la città di Firenze (dove ancora riposano le ceneri di Tasso), donò alla nostra città». «Anche questo – chiosa Balboni – è patrimonio della città, anche questo è bene comune. Dunque anche questa parte della nostra memoria, va tutelata». Forse, con lo sguardo severo dei secoli, il tormentato poeta in forza alla corte di Alfonso II d’Este, scriverebbe la Gerusalemme dimenticata. O la Ferrara che dimentica.