Sul palco della Rocca importante momento di riconoscimento al Cavaliere Alfonso Malucelli, 88enne storico ex capodistaccamento dei Vigili del Fuoco di Cento. A pensare a questa premiazione (nella foto Frignani) è stata l’Associazione Nazionale Vigili del fuoco sezione Ferrara, rappresentata da Enrico Cappelli, trovando il consenso del Comune e l’adesione del...

Sul palco della Rocca importante momento di riconoscimento al Cavaliere Alfonso Malucelli, 88enne storico ex capodistaccamento dei Vigili del Fuoco di Cento. A pensare a questa premiazione (nella foto Frignani) è stata l’Associazione Nazionale Vigili del fuoco sezione Ferrara, rappresentata da Enrico Cappelli, trovando il consenso del Comune e l’adesione del comandante provinciale Giovanni Marchese , del capodistaccamento di Cento Marco Mantovani. Il sindaco Fabrizio Toselli ha sottolineato l’importanza dei vigili del fuoco e di Malucelli, "uomo che ha sempre rappresentato al meglio i loro valori e che tanto si è dato da fare per Cento, un grande uomo". A parlare dell’indole di sacrificio dei Vigili del fuoco è stato il comandante provinciale Marchese per poi omaggiare Malucelli. "36 anni di sacrificio senza tirarsi mai indietro – ha detto – e sempre a Cento. Una colonna storica nel contesto ferrarese". Presenti anche gli ex colleghi. "Questi riconoscimenti mi emozionano molto, una festa per me ma anche per tutti i vigili del fuoco. Uno dei momenti più belli della mia carriera, con la gioia che deborda – dice Malucelli –. Presi servizio nel ’58 nella caserma di via Cremonino, senza termosifone e dormendo con l’autopompa. Eravamo in 2, con turni da 24 ore e coprendoci l’un l’altro le assenze rimanendo a lavoro a oltranza. Erano tempi davvero duri e mi sento un pioniere. Quando venivamo chiamati sugli incendi, con Ferrara lontana, dovevamo sbrigarcela da soli, con i mezzi che avevamo. Il rischio era altissimo e si chiedeva la collaborazione di qualche volontario. Ricordo i bagliori notturni di incendi che si vedevano stando dal ponte e la consapevolezza di doversene sbrigare da soli aspettando l’aiuto dei colleghi di Bologna. Ho anche visto 4 colleghi morire nel terremoto del Belice e sono stato in Irpinia a operare in case cadenti".