Matteo Nannini
Matteo Nannini

Forlì, 9 aprile 2021 - E’ la promessa dell’automobilismo italiano: Matteo Nannini non ha ancora 18 anni, lì compirà il 10 luglio, ma corre addirittura in due campionati internazionali, Formula 2 e 3. Del resto nel suo albero genealogico c’è una parentela importante. Quella con Alessandro Nannini, il fratello della cantante Gianna e pilota di Formula 1 dal 1986 al ’90, capace anche di vincere un Gp: quello del Giappone nel 1989, a Suzuka, su Benetton.

Matteo, che grado di parentela ha con l’ex pilota Alessandro e la rockstar Gianna?
"Sono il cugino e la cugina di mio padre. Vale a dire mio nonno era fratello del padre di Alessandro e Gianna".

Una sorta di zio... Alessandro le ha dato consigli?
"Quando gareggiavo nei go-kart veniva a vedermi e anche la prima volta che ho guidato a Vallelunga mi ha dato diversi suggerimenti".

Intanto lei è diventato ‘grande’: è persino il primo corridore a gareggiare sia in Formula 3, sia in F. 2. Come fa?
"Ci riesco perché da quest’anno le gare dei due campionati che affiancano la Formula 1 sono in fine settimana diversi".

Perché comunque si è accollato questo duplice impegno?
"In realtà dopo aver vinto nel 2019 il campionato di Formula 4 l’idea non era questa, ma il team tedesco Hwa RaceLab, che è strettamente relazionato con la Mercedes, mi ha chiesto di far parte del suo progetto che punta a preparare i piloti per la F1. Inoltre da contratto avrò la possibilità di effettuare un test in Formula 1".

Difficile passare da una F.3 ad una F.2?
"E’ una bella sfida perché a parte le differenze a livello di cavalli e di potenza, nelle gare di F.3 non ci sono i pit-stop, mentre in F.2 devi stare molto attento al degrado delle gomme".

L’anno scorso ha corso in F.3, quest’anno per il momento ha debuttato in F.2, in Bahrein, cogliendo subito un punto. Soddisfatto ?
"Sì, abbastanza, ma essendo io perfezionista non sono mai contento. Mio padre Edgardo, che mi segue e mi accompagna ovunque, mi dice: ‘Non ti vedo mai sorridere’. Ma io sono fatto così, sono concentrato e penso sempre a come migliorare. Per quello che il team ed io abbiamo lavorato è un risultato meritato".

E’ molto maturo per avere 17 anni.
"Sono giovane, è vero, ma questo sport fa crescere e maturare velocemente. E poi sento forte la responsabilità di fare bene anche per tutte le persone, ingegneri, tecnici e meccanici, che lavorano con me in Hwa. Hanno una famiglia e se vado bene io faccio anche il loro bene".

Qual è l’importanza di papà Edgardo, cugino appunto di Alessandro. e di sua mamma Stefania, titolare dell’azienda di macchine agricole ‘Celli’, nella sua carriera?
"Sono una guida, un esempio e sono fondamentali con i loro consigli e il loro appoggio. E poi se non fossero con me e non dessero il consenso io non potrei nemmerno guidare, visto che non sono maggiorenne".

Come vive un pilota nel mondo martoriato dal Covid?
"La mia vita non è cambiata più di tanto perché gli spostamenti sono ammessi e l’organizzazione è di alto livello e ci tiene sempre controllati. Mi manca non vedere il pubblico in gara, anche se in Bahrein un po’ di gente c’era, e il fatto positivo è che in aereo non c’è quasi nessuno".

La scuola come sta andando?
"Ecco, almeno per me il Covid è stato importante perché con quello che faccio avrei certamente superato il numero di assenze consentite a uno studente di quarta in una scuola come il Liceo Scientifico di Forlì. Invece con la Dad in qualsiasi posto del mondo mi trovi apro il computer e riesco a seguire le lezioni, anche se non è certo bello come essere in classe ed avere un rapporto con compagni ed insegnanti".

Matteo, ce l’ha la ragazza?
"La ragazza? E’ la mia macchina".

Che regalo vorrebbe per i suoi 18 anni?
"Ho controllato e ho proprio quel fine settimana libero... Il più bel regalo, però, ce l’ho già ed è poter correre. Diciamo che non mi dispiacerebbe già effettuare un test con la Formula 1".