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14 apr 2022

Assalto notturno alla Cassa di Sasso Morelli

Scardinato l’ingresso, un terzetto di ladri ha portato via la cassaforte ‘cash in’, impossessandosi di svariate migliaia di euro

Le indagini sul furto alla Cassa di Ravenna di Sasso Morelli sono affidate ai carabinieri
Le indagini sul furto alla Cassa di Ravenna di Sasso Morelli sono affidate ai carabinieri
Le indagini sul furto alla Cassa di Ravenna di Sasso Morelli sono affidate ai carabinieri

C’è una banda di ladri specializzati in banche che ha scelto di non operare con gli esplosivi per non creare allarme. Preferisce mirare alle cosiddette cash in, ovvero quella sorta di cassaforte che eroga il contante dietro ordine del cassiere. L’altra notte un terzetto ha deciso di ‘visitare’ la filiale della Cassa di Ravenna a Sasso Morelli, quasi nel mezzo della campagna, al civico 76 di via Correcchio. Sulla falsariga di quanto accaduto non più tardi di tre notti fa a Borgo Tossignano, i ladri si sono attrezzati con un palanchino, un piede di porco, e hanno divelto la porta di ingresso della banca. È successo intorno alle 2

È ovviamente scattato l’allarme, collegato alle forze dell’ordine, ma la banda sapeva benissimo cosa fare e in pochissimo tempo. Aperta la porta, si sono diretti verso la ‘cash in’, l’hanno scardinata dal pavimento e trascinata verso l’esterno. Sul pavimento sono rimaste le tracce del pesante manufatto, pesante circa duecento chilogrammi.

Una volta all’esterno, lo hanno caricato nel bagagliaio di una vettura di colore bianco e si sono dileguati. Il tutto potrebbe essere durato un minuto, forse meno. Impossibile un intervento altrettanto veloce di una qualche pattuglia.

Sul posto, comunque, sono arrivati i carabinieri, che non hanno potuto fare altro che avviare le indagini. Nelle immagini del circuito interno di video sorveglianza emergono ben definite tre figure, tre uomini, con passamontagna bel calzato sul volto. Si vede il terzetto caricare la cassaforte in auto, della quale si nota il bagagliaio aperto ma non si evince il modello. La cassaforte è stata poi ritrovava ieri mattina, in un fosso in aperta campagna, forzata e vuota. Indagini in corso su eventuali impronte digitale (anche se pare improbabile che siano state lasciate). La somma rubata è in corso di quantificazione da parte della banca, ma sono scomparse svariate migliaia di euro.

La Cassa di Ravenna deve fare i conti anche con i danni agli infissi e al pavimento, oltre a dover fronteggiare l’ammanco e dover riorganizzare per qualche giorno il lavoro.

Dicevamo che quello di ieri notte è il secondo furto del genere in tre notti nell’Imolese. Era già toccato alla Bpm a Borgo Tossignano. Identico il modus operandi.

ma. mar.

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