C’è anche il giovane imolese Gian Marco Verdone tra i vincitori della sesta edizione del Premio Luciano Vincenzoni. Un concorso, quello organizzato dall’omonima associazione di Treviso, che mette in luce i talenti under 35 della scrittura cinematografica e della musica per film. Un primo posto di prestigio per il compositore di Imola distintosi, tra le ventidue candidature in lizza, per la migliore partitura originale a commento di una sequenza tratta da Il Gobbo di Carlo Lizzani, film del 1960 sceneggiato dal trevigiano Vincenzoni. Un primo premio del valore di 2...

C’è anche il giovane imolese Gian Marco Verdone tra i vincitori della sesta edizione del Premio Luciano Vincenzoni. Un concorso, quello organizzato dall’omonima associazione di Treviso, che mette in luce i talenti under 35 della scrittura cinematografica e della musica per film.

Un primo posto di prestigio per il compositore di Imola distintosi, tra le ventidue candidature in lizza, per la migliore partitura originale a commento di una sequenza tratta da Il Gobbo di Carlo Lizzani, film del 1960 sceneggiato dal trevigiano Vincenzoni. Un primo premio del valore di 2 mila euro, con premiazione ufficiale in agenda il prossimo 14 novembre in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’iniziativa, tributatogli da una giuria presieduta da Giuliano Taviani, compositore di musica per il cinema, teatro e televisione.

"Sono molto contento – commenta a caldo Verdone dopo la proclamazione – Si tratta del primo concorso di questo genere al quale partecipo e centrare subito il successo è una bella iniezione di fiducia per il futuro". Diplomato con lode in pianoforte e vincitore di diversi premi come solista, il talentuoso musicista romagnolo frequenta dal 2018 il biennio di Musica da Film al conservatorio Martini di Bologna, nella classe del maestro Zarrelli. "Da un paio d’anni mi sono concentrato in questo ambito dopo un passato dedicato principalmente allo studio del pianoforte – continua –. Con la tesi finale programmata nella prossima primavera, ho più tempo da dedicare ad un settore che mi affascina". Già, sognando di ricalcare le orme dei maestri Morricone e Williams. "Hanno realizzato autentiche opere d’arte in grado di valorizzare le più grandi pellicole cinematografiche – spiega Verdone –. Mi piacerebbe diventare un compositore di colonne sonore per il grande schermo o per film tv di rilevanza nazionale".

La strada è quella giusta come testimoniano le tante soddisfazioni raccolte, anche dal vivo, con lo strumento a tasti bianchi e neri. Per non parlare degli apprezzamenti espressi dagli addetti ai lavori, l’esordio come direttore con l’orchestra Senza Spine di Bologna e l’ingresso nel lotto dei finalisti del noto Gil Soundtrack Award di Madrid tra 250 partecipanti. "Inizio a tirare le somme della mia esperienza artistica maturata fino ad oggi – confida Verdone –. Mi reputo un musicista poliedrico, ma con le colonne sonore è scattato subito il colpo di fulmine".

Nonostante il delicato scenario attuale, contestuale all’emergenza sanitaria, che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto musica. "Un vero peccato, il Covid sta condizionando tutto l’ambiente, c’è tanta amarezza – conclude –. Ci avrebbero premiato in presenza all’auditorium di Santa Caterina a Treviso dove si sarebbe esibito l’ensemble del conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto con un omaggio a Ennio Morricone e l’esecuzione delle nostre composizioni".

Mattia Grandi