Ex direttore dell’Fbi a Imola: “Vorrei vivere qui”

Tracy Reinhold ha lavorato 22 anni ai vertici dell’agenzia americana, ora si occupa di sicurezza: "Alluvione? Comunicare con i cittadini è fondamentale”

Tracy Reinhold, a sinistra, durante gli incontri a Imola

Tracy Reinhold, a sinistra, durante gli incontri a Imola

Imola,25 febbraio 2024 – Dai vertici dell’Fbi a Imola. Oggi si occupa di sicurezza aziendale per la società di software americana Everbridge, ma Tracy Reinhold ha trascorso 22 anni ai vertici dell’Fbi americana, occupandosi soprattutto di Intelligence e National Security (fino al ruolo di assistant director di entrambe le divisioni) nei difficili anni seguiti all’11 settembre del 2001. Reinhold ha lasciato l’agenzia federale americana nel 2012 e da allora si è dedicato ad altre esperienze professionali nel settore della sicurezza. Nei giorni scorsi è stato in città nell’ambito di alcuni incontri con aziende italiane della nostra regione, fra cui la Cefla, e ha visitato anche l’autodromo, incontrando il direttore Pietro Benvenuti.

Reinhold, cosa l’ha colpito della nostra città?

"Mi è piaciuta molto Piazza Matteotti, oltre alle sensazioni che ti dà Imola. Ho ovviamente apprezzato il buon cibo e del San Domenico. Ma la sensazione che mi ha lasciato Imola è che sia soprattutto un bel posto in cui vivere. Ho visitato un sacco di Stati e città, e non avrei mai pensato di vivere in questi posti. Quest’ultimo viaggio è stato davvero un’eccezione. Sostanzialmente, se dovessi scegliere tra Imola e Dubai, sceglierei mille volte Imola".

Lei si occupa di sicurezza. Un tema che è sempre molto dibattuto nelle nostre città. Come le sono sembrate Imola e Bologna, in questi termini?

"Li ho trovati posti sicuri in cui stare, non ho avuto l’impressione che fossero luoghi dove i soggetti singoli si potessero trovare in pericolo. A livello aziendale, visto che Everbridge si occupa soprattutto della loro sicurezza, abbiamo avuto un confronto con il presidente della Cefla Group e ho percepito le stesse preoccupazioni che possono avere tutte le altre aziende nel mondo".

Cioè?

"Come avere cura dei propri dipendenti, come fare in modo che essi abbiano un posto sicuro in cui lavorare, come far capire loro che quando viaggiano in trasferta per l’azienda che il datore di lavoro tiene sempre su di loro un occhio di riguardo. Erano preoccupazioni che un’azienda seria deve avere nei riguardi dei propri dipendenti, quindi è stato bello lavorare insieme e vedere che ci trovavamo sulla stessa lunghezza d’onda come obiettivi e valori".

L’anno scorso la nostra regione è stata colpita da una terribile alluvione. Lei ha grande esperienza e si occupa di risposte agli eventi critici. Come pensa si debba rispondere in occasione di catastrofi come queste?

"Penso che in generale, non solo per le zone colpite dal disastro, ma per tutti, la cosa migliore sia avere una continua comunicazione con i cittadini da parte delle istituzioni, utilizzando il maggior numero di modalità e di canali possibili. Quindi vanno contattati per esempio sia attraverso la messaggistica, sia attraverso annunci, in modo tale che se uno dei metodi non dovesse funzionare, tu sia sempre pronto a utilizzarne un altro per avvisare i cittadini di fronte agli eventi critici".