Imola, 29 novembre 2017 – Circa 60mila euro di gettito in più solo dall’imposta sulla pubblicità. In attesa di conoscere i costi sostenuti per aggiudicarsi la tappa, è questo uno degli effetti positivi per le casse comunali del ritorno del Giro d’Italia a Imola il prossimo 17 maggio. Il bilancio di previsione 2018, e in particolare la nota integrativa redatta dall’amministrazione per accompagnare il documento, parla chiaro: rispetto al milione e 120mila euro dell’anno in corso, cifra a sua volta già in aumento se paragonata al recente passato («Effetto della ripresa economica», assicurano dal Comune), per il 2018 alla voce ‘Imposta sulla pubblicità’ viene stimato un gettito di 1 milione e 180mila euro.

«La previsione è stata formulata ad invarianza di tariffe. La maggiore previsione nel 2018 è da collegare all’evento della tappa del Giro d’Italia», mettono nero su bianco dall’amministrazione. E in effetti, a conferma della validità di tale ragionamento, basta guardare alle aspettative di entrata per il 2019-2020: 1 milione e 140mila dall’imposta sulla pubblicità per ciascun anno senza la carovana rosa.

 

Carovana rosa che, a primavera inoltrata, arriverà in riva al Santerno con il suo carico di striscioni, sponsor e promozioni per i quali bisogna pagare dazio all’ente di piazza Matteotti. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai costi affrontati dall’amministrazione per aggiudicarsi la tappa del Giro. Come si diceva all’inizio, le cifre dell’accordo con Rcs non si conoscono ancora. Nel 2015, l’ultima volta che la storica manifestazione ciclistica arrivò da queste parti, l’investimento del Comune fu di quelli importanti: circa 250mila euro tra contratto, logistica, transenne e lavori vari.

Soldi ben spesi? Probabilmente sì, a giudicare dagli hotel pieni e dalla bella cartolina della città veicolata sugli schermi tv di mezza Europa. Al momento, però, tutto lascia pensare che lo sforzo per le casse pubbliche sarà inferiore. Detto che l’edizione 2018 del Giro d’Italia verrà presentata ufficialmente soltanto oggi pomeriggio a Milano, le prime bozze di calendario circolate nelle scorse settimane indicano infatti Imola solo come semplice arrivo di tappa (ovviamente in Autodromo, 50 anni dopo il trionfo mondiale di Adorni). E non, a differenza di quanto accaduto due anni fa con tanto di bagno di folla sotto l’Orologio, anche come punto nel quale i corridori (per i quali si parla stavolta di uno spostamento in serata alla volta di Ferrara) risalgono sui pedali il giorno dopo aver tagliato il traguardo. Uno spettacolo a metà, insomma, destinato però a scaldare ugualmente il cuore di tanti imolesi appassionati e non.