Un'operaia al lavoro (ImagoE)
Un'operaia al lavoro (ImagoE)

Imola, 5 gennaio 2019 - Ha perso il lavoro a causa delle proprie condizioni di salute, ma non si è rassegnata a un destino crudele. Anche se, almeno per il momento, tanta tenacia non sembra pagare. E’ la storia di A. D., una 45enne imolese licenziata nei giorni scorsi dalla cooperativa sociale Solco Talenti, dalla quale era stata assunta a inizio 2009. La vicenda comincia appunto dieci anni fa, quando la donna firma un contratto part-time di 19 ore settimanali per un posto alla stazione ecologica di Borgo Tossignano. Tutto fila liscio fino a settembre 2017, quando alla 45enne viene diagnosticata una neoplasia ossea innescata da una metastasi di carcinoma mammario. Per sottoporsi alle necessarie cure mediche, la donna usufruisce così di un periodo di malattia, rientrando al lavoro ad aprile 2018. A partire da quella data, A. D. rimane in servizio «senza problematiche particolari», sottolinea oggi il suo avvocato, Andrea Giglio, fino al 2 agosto dello scorso anno, quando viene convocata per la visita medica aziendale.

A quel punto, per la signora inizia un’altra fase complicata: le sue condizioni di salute non la rendono più adatta al lavoro nei centri di raccolta delle stazioni ecologiche. Lei però non si arrende e invita l’azienda a trovarle una mansione alternativa. Il problema è che Solco Talenti un posto adatto alle sua situazione non riesce proprio a trovarglielo. E così, alla richiesta di A. D. di tornare al lavoro, l’azienda risponde – siamo a ottobre 2018 – con un diniego. A fine novembre, ecco la proposta di ricollocazione: sei ore settimanali in telelavoro. «Ho contestato l’ingiustizia del trattamento riservato alla lavoratrice – racconta Giglio –, già duramente messa in difficoltà sul piano psicologico oltre che economico (la retribuzione mensile è di circa 600 euro nette) a fronte delle 19 ore settimanali come da contratto».

Andrea Giglio è il legale che segue la vicenda

Niente da fare, però. Solco Talenti non riesce a offrirle niente di meglio. E così, il 20 dicembre 2018, arriva la lettera di licenziamento. «Ci siamo trovati nell’impossibilità oggettiva, certificata dal dall’Ausl, di mantenere la signora nella posizione lavorativa fino ad allora ricoperta – confermano dalla cooperativa –. Ci siamo immediatamente attivati per trovare una ricollocazione interna, compatibile con le condizioni della lavoratrice. Dalla ricerca, effettuata esplorando tutte le possibili soluzioni organizzative, è emersa un’unica possibilità, seppur ad orario ridotto. A fronte del rifiuto dell’unica possibilità disponibile e compatibile, non restavano, per la cooperativa, soluzioni alternative al licenziamento per giustificato motivo oggettivo». Il licenziamento, «unicamente riconducibile all’indisponibilità di posizioni compatibili – rimarcano ancora da Solco Talenti – non preclude, per il futuro, qualora se ne verificassero le condizioni, l’eventualità di un rientro in cooperativa della lavoratrice». La speranza, insomma, è che il 2019 riservi ad A. D. una gradita sorpresa.