A insospettire i genitori le condizioni psicofisiche delle ragazze al rientro a casa
A insospettire i genitori le condizioni psicofisiche delle ragazze al rientro a casa

Imola, 26 settembre 2020 - Sarà discusso a dicembre, con rito abbreviato, il caso del papà accusato di avere abusato delle amichette preadolescenti della figlioletta – sette bimbe tra i 12 e i 13 anni – durante alcuni pigiama party organizzati a casa loro. La richiesta della difesa dell’imputato, un imolese di 46 anni ora detenuto nel carcere della Dozza, rappresentata dall’avvocato Carlo Gandolfi Colleoni (il collega Enrico Caliendo ha rinunciato al mandato in udienza) è stata accolta dal giudice dell’udienza preliminare Alberto Ziroldi. Il giudice ha ammesso anche tutte le costituzioni di parte civile, in questo caso le famiglie delle sette giovani vittime, rappresentate dagli avvocati Giovanna Cappello e Lucia Donato. L’imputato non era presente all’udienza e ha rinunciato a comparire alle prossime.


L’accusa, formulata dal pm Augusto Borghini, è pesantissima: violenza sessuale, aggravata tra l’altro dal fatto che l’uomo, nel momento in cui questa sarebbe avvenuta, aveva la responsabilità di tutelare le bambine ospiti a casa sua. Tutte con meno di 14 anni.

I fatti risalgono all’anno scorso. In alcune occasioni, la figlia dell’uomo invita a casa sua per trascorrere insieme la serata e poi la notte alcune amichette e compagne di scuola, sue coetanee. Guardano la tv insieme – con loro c’è anche il padre –, poi il genitore avrebbe offerto loro il ’brindisi dell’amicizia’. Un drink che, secondo l’accusa, sarebbe stato a base di psicofarmaci, in particolare Zolpidem tartrato e Trazodone, ovvero "sostanze narcotiche dall’effetto stupefacente" vietate alle persone con meno di 18 anni e pericolose soprattutto dato che una delle piccole soffriva di una patologia per cui la reazione a queste sostanze avrebbe potuto portare gravi conseguenze.

Tracce dei farmaci sono state rinvenute dalla perizia tossicologica disposta in fase di indagini ed eseguita sui capelli delle bambine. Un’ulteriore perizia è stata disposta sul pigiamino indossato da una di loro, su cui è risultato esserci Dna dell’imputato.

Una volta stordite le bambine infatti, prosegue la Procura, l’uomo avrebbe abusato di loro, mentre dormivano assieme, incurante del fatto che alcune di loro si trovassero nello stesso lettone di sua figlia. Altri abusi – carezze invadenti e contatti indesiderati – sarebbero avvenuti anche in altre occasioni, secondo le testimonianze delle parti lese.
La denuncia è partita dai genitori di una delle bambine, poi seguiti dalle famiglie delle altre sei.