Imola dice sì ai monopattini e alla mobilità sostenibile
Imola dice sì ai monopattini e alla mobilità sostenibile

Imola, 13 agosto 2019 - «Sì alla mobilità sostenibile, ma nutriamo dubbi sull’impatto che avrà sulla sicurezza stradale, perché le norme definiscono genericamente questi mezzi ‘dispositivi’ e in tale modo non sono individuati come veicoli, rendendo impossibile applicare ad essi il rispetto delle regole previste nel Codice della strada». A dirlo è Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, parlando del recente decreto ministeriale che consente ai Comuni di avviare la sperimentazione (come fatto da Imola) di monopattini, hoverboard, segway e monowheel.

Le amministrazioni locali «dovranno individuare le zone idonee alla loro circolazione – ricorda Sorbi – mentre le piste ciclabili, corsie preferenziali e zone 30, sono già autorizzate dal decreto con l’installazione di un’adeguata segnaletica indicante anche la velocità consentita. Non osiamo pensare a cosa accadrà in zone a circolazione promiscua e con già alto tasso di incidenti, perché questi dispositivi potranno muoversi ad una velocità compresa fino a 20 km/h, individuati dal Dm. Come si potrà sanzionare, dopo la verifica del mancato rispetto del limite (6 km), senza uno strumento e uno specifico riferimento normativo?». Come ricostruito dal presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, «sono previsti numerosi casi che contemplano sanzioni, ad esempio, qualora manchino i requisiti di età».

Ma d’altra parte «non esiste l’obbligo del conducente di avere al seguito un documento». E ancora: «Non è previsto in alcun modo il divieto di utilizzate il cellulare durante la circolazione. E’ previsto l’obbligo dei dispositivi luminosi, ma monowheel e hoverboard, in particolare, sembrano essere materialmente privi di spazi idonei all’installazione di tali dispositivi». Secondo Sorbi, inoltre, «suscita dubbi la sicurezza del guidatore e non solo: si pensi a utilizzo su piani stradali accidentati, alla mancanza di frenatura automatica, unita al fatto che la conduzione, richiede indubbiamente una certa agilità e rapidità nei movimenti fisici non alla portata di chiunque».

Per questo motivo, «sarebbe opportuno correggere questo decreto con urgenza – avverte il presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale –. A Parigi, dopo un anno di sperimentazione, pieno di incidenti con due vittime, si è corsi ai ripari e dopo la cosiddetta ‘Anarchia dei monopattini’ hanno codificato i dispositivi al Codice della strada, con l’obbligo di assicurazione, dando alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire avendo le regole certe di riferimento».