Donazioni all'Ausl di Imola
Donazioni all'Ausl di Imola

Imola, 28 marzo 2019 - Si fa presto a parlare di ‘nuova frontiera della medicina’. In un certo senso però il futuro è già qui, tra le mura di casa nostra. Sfonda il tetto dei 330mila euro il valore complessivo delle donazioni a opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola erogate all’Azienda sanitaria locale.

L’ambito, in particolare, è quello della chirurgia di precisione, che da circa sei mesi può avvalersi di due sistemi completi per interventi di endoscopia e laparoscopia - collocati nei reparti dell’ospedale di Santa Maria della Scaletta -, per un costo totale di 104mila euro.

A questi si è aggiunto, più recentemente, un microscopio per la chirurgia dell’occhio, del valore di 133mila euro, a servizio delle sale operatorie di Castel San Pietro. Una serie di investimenti all’avanguardia quindi, «possibili grazie alla sensibilità della Fondazione, che ogni anno ci aiuta ad arricchire il nostro patrimonio tecnologico – commenta Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl -. In questo caso l’obiettivo è il sempre maggiore impiego di tecniche meno invasive, che si traducono in un grande vantaggio per i nostri pazienti». Gli interventi eseguiti in endoscopia infatti, permettono di ridurre i traumi da ‘incisione’, a due piccoli forellini, uno per la telecamera, l’altro per l’appendice meccanica che opera.

Il vantaggio si traduce in meno dolore, cicatrici e complicazioni per il degente, che in molti casi può essere persino dimesso in giornata, grazie alla tecnica a basso impatto. «Un acquisto, quello dei materiali – ci tiene a precisare Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione cassa di risparmio -, eseguito in ‘rete’, cioè lavorando gomito a gomito con l’ospedale e i suoi tecnici, grazie anche alla presenza di medici, proprio nel nostro consiglio generale».

Il sostegno della Fondazione non riguarda però solo le apparecchiature tecnologiche, ma continua anche nell’erogazione di fondi per la copertura dei costi di spedizione dei referti a domicilio, pari a 85mila euro.

Il servizio, ormai ultra ventennale, pian piano, grazie all’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico, si sta riducendo: i dati più aggiornati infatti, parlano di circa 31mila persone – ovvero un quarto della popolazione assistita – che già fanno uso dello strumento online. «Ciò che stiamo cercando di fare – prosegue Bacchilega -, è restringere il servizio solo a chi ne ha veramente bisogno, cercando sempre più di incentivare il fascicolo elettronico».

Tornando alle nuove dotazioni, Rocco De Fazio, direttore dell’unità operativa di Oculistica sottolinea come il microscopio, oltre che per interventi minimamente invasivi possa essere usato anche «come strumento didattico per i giovani chirurghi». Mentre Romano Linguerri, responsabile Chirurgia di urgenza Uoc Chirurgia generale, spiega come i contributi abbiano permesso al polo imolese di scalare la classifica nelle statistiche di operazione delle ernie addominali, oggi tutte eseguite in laparoscopia. Non solo chirurgia però, la Fondazione infatti, ha contribuito con 7000 euro al finanziamento del ‘Progetto di consulenza/supervisione tecnica sugli aspetti di analisi del comportamento nel trattamento dei minori con Disturbi dello Spettro Autistico’; un supporto individuale in più alle famiglie 23 ragazzi già seguiti da Ausl.