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5 mar 2022

Guerra Ucraina, gli sposini in fuga dall’inferno di Kharkiv

Ayyoub e Anna, viaggio della speranza fino a Monte San Martino. "Il 23 febbraio avevamo presentato la domanda di matrimonio, la nostra casa distrutta dai bombardamenti"

5 mar 2022
lucia gentili
Cronaca
Ayyoub El Khalidi e Anna Radchenko sono scappati dalla città di Kharkiv
Ayyoub El Khalidi e Anna Radchenko sono scappati dalla città di Kharkiv
Ayyoub El Khalidi e Anna Radchenko sono scappati dalla città di Kharkiv
Ayyoub El Khalidi e Anna Radchenko sono scappati dalla città di Kharkiv

Macerata, 5 marzo 2022 - Il 23 febbraio hanno presentato la domanda di matrimonio all’anagrafe di Kharkiv, il giorno dopo è scoppiata la guerra. È la storia di Ayyoub El Khalidi e Anna Radchenko. Lui, marocchino, oggi compirà 28 anni, frequenta la facoltà di medicina e ha lavorato come oculista in una clinica. Lei, 21enne ucraina, studia lingue all’Università e tra quattro mesi avrebbe dovuto ottenere il diploma (intanto, aveva insegnato anche in un liceo). Si considerano comunque moglie e marito. Ora sono in salvo, a Monte San Martino, dove vive la famiglia di Ayyoub da tanto tempo. Il capofamiglia, El Hassane (El Khalidi), ha sei figli (due femmine e quattro maschi). Guerra in Ucraina, le paure degli italiani: uso di armi atomiche o chimiche - Pesaro, viaggio nella villa della zarina Valentina Matvienko È stato uno di loro ad andare a recuperare il fratello e la cognata in auto al confine ungherese. Dall’altroieri sono arrivati nel paesino dell’entroterra e ora vivono in otto in un piccolo appartamento, una casa popolare. Dormono in salotto. Per questo, la famiglia lancia un appello: "Se qualcuno, anche a Macerata o sulla costa, avesse la possibilità di ospitare Ayyoub e Anna sarebbe un gesto bellissimo. Si spostano facilmente e vorrebbero imparare la lingua". Sono vivi per miracolo. Il giorno dopo della fuga, la loro casa è stata bombardata. "È molto difficile lasciare il Paese in cui si è cresciuti – racconta Anna, che ha i genitori a Kharkiv (e con cui è sempre in contatto telefonico) –. Nella mia città ci sono razzi, carri armati, bombe, persone con mitragliatrici, distruzione, morti, panico. Non ci sono abbastanza cereali, pane, acqua, cibo: tutta la gente è nei sotterranei e in metropolitana. Abbiamo lasciato la nostra casa sotto tiro, non avevamo scelta: o andavamo via o restavamo intrappolati". La giovane ...

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