Danni Antonello
Danni Antonello

Macerata, 23 ottobre 2017 - Prima il malore, poi la chiamata al 118 e i tentativi disperati di rianimarlo. Ma per Danni Antonello, 39 anni, non c’è stato scampo: è morto sabato notte nella sua libreria in piazza Mazzini. Nel locale, i carabinieri hanno trovato della droga e ora sono in corso le indagini per capire se la sostanza sia la causa di una morte che ha lasciato senza parole quanti conoscevano il 39enne e il mondo della cultura. Antonello – padre di una bambina di otto anni –, oltre a essere titolare della libreria Scaramouche, aveva fondato tre anni fa la casa editrice Giometti & Antonello, le cui pubblicazioni sono un punto di riferimento a livello nazionale in ambito letterario, poetico e filosofico.

Sabato, in piazza Mazzini, l’allarme è scattato attorno alle 23. Secondo una prima ricostruzione, quando si è sentito male Antonello era in libreria con un paio di amici. Sono stati loro ad allertare i soccorsi. Sul posto sono arrivate prima un’automedica, poi un’ambulanza del 118. Per oltre mezz’ora medici e infermieri hanno provato a rianimare l’uomo con il massaggio cardiaco all’interno della libreria. Ma per il libraio non c’è stato nulla da fare. Attorno alle 23.30 sono arrivati i carabinieri. Nella libreria i militari hanno rinvenuto della droga, nonché materiale per il consumo dello stupefacente. Per questo non viene esclusa l’ipotesi che la morte di Antonello sia dovuta a overdose.

I carabinieri hanno ascoltato a lungo gli amici del 39enne, raccogliendo i primi elementi d’indagine. I militari hanno allertato anche il socio di Antonello, Gino Giometti, che si è precipitato in libreria a tarda notte. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria e oggi pomeriggio sarà svolta l’autopsia. Stando a quanto trapela, nelle ultime settimane il libraio avrebbe avuto qualche problema di salute: in particolare, avrebbe lamentato dolori al petto, tanto che si era sottoposto ad accertamenti medici ed era in attesa di una visita specialistica. Originario di Galliera Veneta, in provincia di Padova, Antonello si era trasferito a Macerata una decina d’anni fa, dopo la laurea a Venezia, per frequentare un dottorato di ricerca all’Università. Viveva in centro e aveva una figlia di otto anni, avuta dall’ex compagna. Lascia anche la madre e due fratelli, che vivono in Veneto.