La zappatrice del tragico incidente (Foto Centanni)
La zappatrice del tragico incidente (Foto Centanni)

Cingoli (Macerata), 17 gennaio 2020 -  Un imprevisto quasi banale, una morte straziante. La fatalità e la disgrazia si sono fuse ieri mattina provocando la morte del 77enne Quinto Del Bianco residente con la famiglia nella frazione Santa Maria Del Rango di Cingoli. Poco dopo mezzogiorno, l’uomo, mentre la moglie Norina era in casa dove stava preparando il pranzo, aveva preso la motozappa, un vecchio arnese consuetamente usato, per effettuare un breve impegno nell’orto adiacente all’abitazione: una porzione di terra di pochi metri quadrati, recintata e con alcune piante. Era solo, quindi sulla probabile dinamica dell’incidente stanno eseguendo ulteriori accertamenti i carabinieri subito intervenuti.

Sembra che per contingenti motivi Del Bianco avesse innestato la marcia indietro della sarchiatrice che, alimentata a nafta, resta comunque in funzione: eseguendo l’operazione, Del Bianco sarebbe rimasto impigliato forse con i pantaloni in una ruota dentata del mezzo, che poi gli avrebbe afferrato il braccio destro. L’attrazione si sarebbe estesa alla spalla fino al volto, provocando una notevole emorragia e una serie di complessi traumi. Non vedendolo rientrare, la moglie è scesa fino all’orto: pur emotivamente provata dall’angosciante scena che le si era presentata, è riuscita a spegnere la motozappa e ad allertare i soccorsi.

Sul posto è prontamente giunta l’equipe dell’automedica del 118 di Cingoli, poi nelle vicinanze dell’edificio è atterrata l’eliambulanza, quindi sono arrivati i vigili del fuoco di Macerata. Intanto la dottoressa del 118 si prodigava per rianimare l’infortunato e anche il medico dell’elisoccorso si è lungamente attivato: sembrava che l’uomo si stesse riprendendo, ma purtroppo non c’era più niente da far: gravissime le lesioni riportate. Mentre la moglie e i figli Claudio e Maria Claudia, avevano il mesto conforto di congiunti e amici, la salma è stata trasportata nel centro funerario cingolano Gigli e Sabbatini, a disposizione del medico legale e del necroscopo per l’ispezione cadaverica. Quindi si deciderà quando verrà celebrato il funerale. Il doloroso decesso di Del Bianco ha destato un’intensa impressione non solo nella zona: la famiglia, esemplare per laboriosità, è molto stimata. «Aveva detto alla moglie di fare la polenta, condita col sugo di coniglio, che a lui piaceva.

E intanto Quinto – ricorda il fratello Giustino – prima di mangiare avrebbe fatto un lavoretto nell’orto che era il suo passatempo preferito: aveva la soddisfazione di procurarsi qualcosa da gustare in casa. Quinto era un tipo tranquillo, sempre sereno, aveva una passione per questa attività campagnola, che alternava passando qualche ora al bar per le partite a carte. Come poter immaginare che quella vecchia motozappa da lui manovrata un’infinità di volte, in pochi attimi gli avrebbe fatto perdere la vita? Un destino veramente crudele, lui a terra, il braccio destro tranciato, una parte del corpo in condizioni che … meglio non pensarci».