Macerata, 10 aprile 2018 - A Pieve Torina il punto della situazione tra i sindaci dell'entroterra maceratese e la struttura commissariale dopo la scossa da 4,7 di questa mattina a Muccia. Si sono ritrovati a Pieve Torina i sindaci dei Comuni della montagna maceratese, a partire dal padrone di casa Alessandro Gentilucci, il sindaco di Muccia, Mario Baroni, e con loro Gianluca Pasqui e Roberto Lucarelli, sindaco e vice di Camerino, Giuliano Pazzaglini, di Visso, Claudio Castelletti, di Fiastra, Luca Maria Giuseppetti, di Caldarola, Pietro Cecoli, di Monte Cavallo, Gabriele Santamarianova, di Serravalle, Cristina Gentili, di Bolognola, Massimo Citracca, di Valfornace.

Gli sguardi non mentono: sulle spalle dei sindaci la preoccupazione e l'angoscia di tutti i cittadini che da un anno e mezzo convivono con questo incubo mai finito e la situazione drammatica nella quale versano i centri dell'entroterra, dove la ricostruzione non sembra partire. In poco tempo, verso le 9 e 30, sono arrivati da Roma anche Angelo Borrelli, capodipartimento della protezione civile nazionale, Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione, Luca Ceriscioli e Angelo Sciapichetti, governatore della Regione Marche e assessore alla protezione civile, David Piccinini, direttore della protezione civile delle Marche, l'arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro, il capitano carabinieri di Camerino, Roberto Cara, e il colonnello Antonio De Palo della Guardia di Finanza di Camerino.

Terremoto, qualche danno anche nelle 'casette'

Con loro, tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine e i tecnici comunali. Unanime, anche in questo caso, la richiesta degli amministratori dei Comuni distrutti: rivedere il cratere e suddividerlo in fasce in base ai livelli di danno, soprattutto alla luce di questa sequenza sismica che non accenna a diminuire. «La politica deve intervenire e cerchiare i problemi. Inutile parlare di altro se continuiamo a trattare tutti i Comuni allo stesso modo – hanno tuonato a voce sola – e soprattutto dobbiamo considerare che la vera emergenza di questi territori è il mantenimento della popolazione, fisico e psicologico, l'assistenza ai nuovi sfollati, alle famiglie evacuate, ai nuovi danni e a quelli che si sono aggravati. Rivedere il cratere significa bilanciare amministrativamente gli interventi per la popolazione. La disponibilità di militari, di vigili del fuoco, di tecnici. Non possiamo tornare indietro né ricominciare da capo. Ci dovete dare la possibilità di non lasciare da sola la popolazione».

Evacuate almeno 4 famiglie a Pieve Torina, in case che fino a ieri erano agibili, registrati alcuni danneggiamenti all'interno delle soluzioni abitative di emergenza, con mobili distrutti, muri reggiscarpata crollati, boiler distaccati, qualche crepa e anche una porta caduta. In tutti i Comuni, controlli e monitoraggi. «Stiamo qua per dare la massima assistenza – ha affermato Borrelli – risposte immediate alle persone. Monitoriamo tutte le situazioni, nelle Sae, sulle strade, sulla case che erano agibili, ovunque si siano registrati danni».

Il commissario De Micheli ha colto l'occasione per riaggiornare i sindaci su quanto la struttura commissariale sta portando avanti in queste settimane, nonstante lo stallo legislativo e governativo. «La rivisitazione del cratere deve passare attraverso una norma – ha aggiunto -. Una delle preoccupazioni maggiori al momento sono le condizioni delle strutture, in particolare quelle con i danni lievi. Ma per riprendere le verifiche, è necessario modificare i termini di scadenza (il 30 aprile c'è quello per la presentazione delle schede Aedes) e soprattutto aumentare le squadre di tecnici sul territorio per verificare i danni.