Frutteti ko, dopo le gelate dei giorni scorsi l’agricoltura è di nuovo in ginocchio. "Se i danni non saranno pesantissimi è solo perché – dichiara l’imprenditore agricolo Massimo Silvestri, con azienda agricola a Sozzigalli di Soliera – la fioritura degli alberi da frutto non è concentrata tutta nello stesso momento, ma il cambio repentino di clima, dalle giornate primaverili al freddo invernale dei giorni scorsi ha sicuramente inciso sulla produzione". Dopo la cimice...

Frutteti ko, dopo le gelate dei giorni scorsi l’agricoltura è di nuovo in ginocchio.

"Se i danni non saranno pesantissimi è solo perché – dichiara l’imprenditore agricolo Massimo Silvestri, con azienda agricola a Sozzigalli di Soliera – la fioritura degli alberi da frutto non è concentrata tutta nello stesso momento, ma il cambio repentino di clima, dalle giornate primaverili al freddo invernale dei giorni scorsi ha sicuramente inciso sulla produzione".

Dopo la cimice asiatica, l’alternaria, la siccità, la grandine, il gelo, i cambiamenti climatici l’agricoltura è in perenne agonia, "senza contare – dichiara Silvestri – che è prevista una seconda ondata di gelo la prossima settimana.

Noi agricoltori, purtroppo, siamo abituati ai cambiamenti climatici, e ai flagelli cui è sottoposta la nostra terra, e i nostri alberi, ma le istituzioni, invece, pare non ne siano ancora accorte; sono cieche, sorde e miopi.

Stiamo assistendo ormai da anni a una crisi istituzionale, sindacale, politica di portata epocale.

Non serve – commenta – abbaiare alla luna e mettere la testa sotto la sabbia quando è il momento di agire, ma servirebbe invece lavorare tutti insieme per il bene della nostra agricoltura nazionale".

Per l’agricoltore, lo ‘scollamento’ tra chi fa impresa agricola e chi sta dietro a una scrivania è ancora troppo evidente nel nostro Paese.

"Non ci sentiamo adeguatamente rappresentati ai tavoli istituzionali, né tutelati, e se giustamente ci lamentiamo veniamo prontamente criticati.

Nel Ferrarese – denuncia Silvestri – i nostro colleghi sono stati costretti a ‘cancellare’ 3000 ettari di frutteti, e noi, forse, saremo destinati a fare lo stesso". Un dramma, e se nelle altre aree della provincia gli agricoltori parlano di danni calcolabili vicini al 100% della produzione su albicocche, ciliegie e altri alberi da frutto, quelli della Bassa modenese non hanno dubbi sui pereti, ma la certezza arriverà un po’ più avanti.

Le colture più colpite, al momento, sono quelle che hanno uno stadio di vegetazione più avanzato.

"Da mesi, e in particolare nelle ultime settimane, noi agricoltori della Bassa modenese – sottolinea Silvestri – abbiamo denunciato per l’ennesima volta il mancato arrivo dei fondi, 400milioni, destinati dalla Ue, da dicembre 2013, all’agricoltura.

Un grido, il nostro, rimasto inascoltato quando quelle risorse – ribadisce – sono per noi fondamentali".

v.bru.