L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini
L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini

Modena, 30 settembre 2020 - Mantenere la distanza di sicurezza, indossare la mascherina, igienizzare spesso le mani e… scaricare l’app Immuni.
Sono le quattro misure principali di prevenzione e protezione dal Covid-19. Ma se le prime tre regole sono diventate ormai un’abitudine per i modenesi, sull’applicazione mobile gratuita promossa dal ministero della Salute per aiutare il monitoraggio e il contenimento dell’epidemia, c’è ancora tanta strada da fare.
Sono 33.720, infatti, le persone in regione – la prima regione in Italia – che hanno scaricato l’app in questi mesi (come la capienza dello stadio Dall’Ara di Bologna, per intenderci) e poco meno di 5.600 gli utenti attivi a Modena (come i tifosi che normalmente, a impianto aperto, vanno a seguire la pallavolo al Palapanini).


La nostra provincia è una delle più virtuose in Emilia-Romagna, sorpassata solo da Bologna, che ha circa 9.500 utenti unici; all’ultimo posto della classifica c’è Piacenza con 1.867 persone che hanno scaricato Immuni sul proprio smartphone.
"Si può fare ancora meglio, visto che la percentuale di ‘adesione’, anche a livello nazionale, è ancora piuttosto ridotta – commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Confidiamo inogni caso che siano sempre di più gli emiliano-romagnoli disposti a dare il proprio contributo nella lotta, anche tecnologica e digitale, al Covid-19. In fin dei conti si tratta di un piccolo gesto di responsabilità che può fare la differenza, per ognuno di noi, le nostre famiglie e anche l’intera collettività".
 


A spiegare nei dettagli il funzionamento di questo sistema tecniologico di tracciamento digitale, è il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena, Davide Ferrari: "Nel caso in cui la persona risultata positiva abbia attivato la app Immuni il percorso di accompagnamento prevede che, se acconsente, metta a disposizione il suo dato, anonimo, all’interno della rete dei contatti. È il Sistema sanitario nazionale ad avvisare con un alert attraverso l’app le persone che sono venute a contatto con il caso positivo: loro potranno in questo modo avvisare di ciò il proprio medico e conseguentemente la sanità pubblica che provvede al tracciamento".


Si tratta di uno strumento importante per i Dipartimenti di sanità pubblica dislocati sui territori provinciali che va inserito in una pluralità di strumenti e attività per individuare il più precocemente possibile nuovi casi ed eventuali focolai. "Quante più persone scaricano l’app – continua Ferrari – tanto più la sanità pubblica sarà in grado di individuare anche quei contatti che, pur non appartenendo alla cerchia dei familiari di una eventuale persona positiva (e che di solito si ricordano andando con la memoria indietro di qualche giorno), hanno comunque avuto con lui un contatto ravvicinato e prolungato".