Il ritocco dell’addizionale Irpef dopo dieci anni in cui le tasse locali erano rimaste congelate fa storcere il naso a tanti, soprattutto in questi giorni in cui l’economia locale è affossata dalle conseguenze devastanti del Coronavirus. La manovra da 240 milioni di euro del Bilancio preventivo annunciata in aula dal sindaco Muzzarelli, infatti, comporterà per i modenesi un esborso maggiore che varierà, a seconda dei livelli di reddito, tra i 30 e gli 85 euro. E a sorpresa, si ‘traveste’ da opposizione l’ex consigliere comunale del Pd, Stefano Rimini, che si dice «allibito dalla proposta di aumentare le tasse che proviene dalla giunta. Il Partito...

Il ritocco dell’addizionale Irpef dopo dieci anni in cui le tasse locali erano rimaste congelate fa storcere il naso a tanti, soprattutto in questi giorni in cui l’economia locale è affossata dalle conseguenze devastanti del Coronavirus. La manovra da 240 milioni di euro del Bilancio preventivo annunciata in aula dal sindaco Muzzarelli, infatti, comporterà per i modenesi un esborso maggiore che varierà, a seconda dei livelli di reddito, tra i 30 e gli 85 euro. E a sorpresa, si ‘traveste’ da opposizione l’ex consigliere comunale del Pd, Stefano Rimini, che si dice «allibito dalla proposta di aumentare le tasse che proviene dalla giunta. Il Partito Democratico - dice - continua a parlare di riduzione della pressione fiscale a parole, poi nei fatti va esattamente nella direzione opposta Non credo vada nemmeno ricordato che siamo uno dei paesi più tassati al mondo, viviamo in una delle regioni dove l’imposta media pro capite delle addizionali irpef è più alta e Modena è tra i primi venti comuni capoluogo in Italia con il più alto carico di tributi locali». Rimini spiega come «l’aumento dell’addizionale ha una ricaduta diretta sia sul reddito delle persone che sulla tassazione delle imprese e dei professionisti. Di fronte al rischio di recessione economica se alzi le aliquote deprimi l’economia e di certo non crei volano per la crescita. Soprattutto se, come successo nell’ultimo anno, una buona parte degli investimenti pubblici locali non ricadono su imprese modenesi! A Modena poi - aggiunge l’ex consigliere dem - andiamo nella direzione opposta e contraria alle misure di sostegno economico ai territori colpiti dal Coronavirus: misure che sono state annunciate dal Governo e richieste per l’Emilia-Romagna anche dal presidente Bonaccini».

«Tassare ora - prosegue Rimini - dimostra che c’è un problema serio di comprensione della gravità della situazione. Oggi devi fare di tutto per aumentare la disponibilità del reddito delle famiglie, di imprese e dei professionisti. Mi pare che alla fine questa proposta ‘un senso non ce l’ha’. Ma, citando Vasco, voglio trovare un senso a questa storia: il senso è quello di ridare un ruolo e un’anima al consiglio comunale, che ormai ha chiuso la sua fase di rodaggio dopo le elezioni dell’anno scorso e ha l’occasione perché la città non si dimentichi della sua funzione, ma al contrario faccia sentire la propria voce». E alle critiche sul bilancio preventivo si unisce anche la vera opposizione in Consiglio, in particolare Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia: «La prima manovra di bilancio del Muzzarelli bis si apre nel peggiore dei modi, fedele alla tradizione dei governi Pd: l’aumento delle tasse. La scelta di incrementare di quasi due milioni di euro il carico fiscale diretto sulle persone fisiche e quindi sulle famiglie modenesi è politicamente sbagliata. Una stangata fiscale che non ha giustificazione se non nell’incapacità politica di far quadrare i conti razionalizzando la spesa pubblica senza mettere mano nelle tasche dei modenesi. Evitarlo era possibile, ma l’Amministrazione non ha voluto farlo. Anziché mitigare, con una politica fiscale attenta, gli effetti della crisi sulle famiglie e sulle imprese modenesi, la giunta Muzzarelli peggiora questi effetti con una stangata fiscale che toglierà ai cittadini 1,8 milioni di euro in più».