«HO PRESO paura e ho cercato di lanciare via la moto». Forse riferito al fatto che ha tentato di non essere travolto dal mezzo durante la caduta. Sarebbero state queste le ultime parole pronunciate ai soccorritori da Marco Buzzi (nella foto), il 53enne carpigiano, morto la scorsa domenica nel tardo...

«HO PRESO paura e ho cercato di lanciare via la moto». Forse riferito al fatto che ha tentato di non essere travolto dal mezzo durante la caduta. Sarebbero state queste le ultime parole pronunciate ai soccorritori da Marco Buzzi (nella foto), il 53enne carpigiano, morto la scorsa domenica nel tardo pomeriggio all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dopo essere rimasto vittima di una tragica caduta venerdì notte mentre era in sella alla sua moto.

Gli amici non si arrendono e continuano a sperare nella testimonianza di qualcuno che quella tragica sera abbia visto cosa realmente è accaduto al motociclista carpigiano per determinarne una caduta così rovinosa e letale.

I DUE RAGAZZI che hanno chiamato per primi i soccorsi hanno infatti solo sentito lo schianto ma non hanno visto nulla.

Pare ci sia un terzo testimone, in attesa di essere ascoltato.

«E’ impossibile che Marco sia caduto da solo in quel modo, procurandosi ferite letali e disintegrando la grossa Harley-Davidson», continuano a ripetere gli amici.

La moto è stata riconsegnata alla famiglia, ma ancora nulla si sa dell’autopsia. E questo blocca al momento i funerali.

«Siamo tutti in attesa di poter ‘riavere’ il corpo di Marco – commenta il suo migliore amico – e di fissare la data del funerale. Così pare di vivere come in un limbo. Ci stiamo tutti radunando per dargli l’ultimo saluto».

Il motociclista era molto conosciuto a Carpi in quanto titolare, insieme al fratello Giorgio, della storica trattoria ‘Il Cantone’ a Gargallo.

Maria Silvia Cabri