Modena, 12 settembre 2018 - Sono pochi i punti fermi nella macabra scoperta del corpo carbonizzato a San Donnino, avvenuta il 10 settembre. Si sa che è di una donna, che era giovane e che è stato dato alle fiamme in un periodo temporale che va dal primo settembre al momento del ritrovamento. Non è dunque vero che il corpo fosse in avanzato stato di decomposizione. "Altrimenti - ha spiegato il procuratore capo, Lucia Musti (VIDEO) - il cattivo odore sarebbe stato molto più pungente ed esteso". Gli investigatori si attendono altri elementi utili dall'autopsia.

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La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio pluriaggravato - dalle sevizie e dai motivi futili - e per distruzione di cadavere. Musti ha anche aggiunto che i carabinieri - avvalendosi anche della consulenza del reparto Ris di Parma - stanno lavorando a pieno ritmo per risolvere il giallo. Al vaglio anche le denunce di scomparsa presentate nell'ultimo periodo, per cercare qualche elemento che indirizzi le indagini. Il corpo è stato trovato lungo il percorso natura, non lontano dai laghetti della pesca sportiva (VIDEO): ed è proprio qui che - secondo le indiscrezioni - sarebbe avvenuto sia l'omicidio sia il rogo che ha orrendamente deturpato il corpo, rendendone l'identificazione così difficile.

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