CONTINUA l’emergenza cimice nei frutteti e Coldiretti Emilia Romagna chiede un incontro urgente in Regione, già accordato. «Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione – riporta la nota dell’associazione agricola – e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice...

CONTINUA l’emergenza cimice nei frutteti e Coldiretti Emilia Romagna chiede un incontro urgente in Regione, già accordato. «Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione – riporta la nota dell’associazione agricola – e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile».

«Siamo assolutamente consapevoli dell’impatto negativo sulle coltivazioni della cimice asiatica, tanto che è già convocato un vertice mercoledì 28 agosto, in Regione con le associazioni agricole e le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli. Insieme valuteremo e adotteremo le misure più efficaci per sostenere un comparto come quello agricolo, fondamentale per l’economia regionale», replica l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. Colture ko anche nei frutteti della Bassa modenese e, in particolare, i pregiati pereti degli imprenditori agricoli di San Prospero. «È necessario – secondo Coldiretti – che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità, in una situazione in cui da inizio estate si sono verificati lungo la Penisola 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d’aria, grandinate e nubifragi». Per fermare la strage dei raccolti causati dalla cimice che, con il caldo, si sta moltiplicando in campagna e città, è infatti possibile al momento solo utilizzare protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. «Bisogna accelerare l’iter per l’utilizzo di insetti antagonisti», sostiene Coldiretti.

v.b.