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8 mag 2022

Cognomi, cade l’ultimo retaggio patriarcale

mirella
Cronaca

Mirella

Guicciardi*

La Corte costituzionale ha esaminato le questioni di legittimità sulle norme che regolano l’attribuzione del cognome ai figli. In particolare, la Corte si è pronunciata sulla norma che non consente ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre e su quella che, in mancanza di accordo, impone il solo cognome del padre, anziché quello di entrambi i genitori. Nel rispetto del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, elemento fondamentale dell’identità personale. Dopo decenni di inerzia legislativa, cade l’ultimo retaggio patriarcale del diritto di famiglia, finora negato dall’articolo 262 del codice civile. Sono due le vicende che hanno portato a questa "sentenza storica". Il primo caso è quello sollevato dal Tribunale di Bolzano, relativo ad una coppia che voleva dare alla figlia – nata fuori dal matrimonio – il solo cognome della madre. Ad impedirlo era l’articolo 262, secondo cui "il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto" e "se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre". Il secondo caso è quello sollevato dal Tribunale di Potenza. La vicenda riguarda il rifiuto opposto dal comune alla richiesta di due coniugi di attribuire al figlio minore il solo cognome della madre, scelta motivata dal fatto che le due sorelle del piccolo, nate prima del matrimonio, portano il solo cognome materno, poiché riconosciute solo successivamente dal padre. Cosa cambierà? Al figlio sarà attribuito il cognome di entrambi i genitori, nell’ordine da essi stabilito, a meno che decidano di dare un solo cognome. In mancanza di un accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità da quanto disposto dall’ordinamento giuridico. Ora toccherà al legislatore intervenire per definire gli aspetti legati alla decisione.

*Avvocato amministrativista

e docente Unimore

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