Contributi post sisma, a processo

Mirandola, nei guai il proprietario di alcuni edifici e due tecnici. Udienza il 16 maggio

Contributi post sisma, a processo

Contributi post sisma, a processo

Chiese di accedere al contributo per la ricostruzione dopo che le devastanti scosse del 2012 provocarono il crollo di alcuni edifici di sua proprietà, a Mirandola, sfruttati nell’ambito (dichiarò) di attività agricole. A seguito di un’inchiesta, però, è emerso come all’interno degli edifici crollati l’imputato non svolgesse alcuna attività (almeno secondo l’accusa appunto): da qui la denuncia per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Ieri l’uomo, proprietario di alcuni edifici a Mirandola e due tecnici (uno con incarichi nel settore edile, l’altro relativi all’attività produttiva) sono stati rinviati a giudizio. A sostenere l’accusa la procura europea (EPPO): istituzione indipendente dell’Unione europea incaricata di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE come frodi, corruzione, riciclaggio e frodi IVA transfrontaliere.

Ieri in aula erano presenti due procuratori europei. I fatti risalgono appunto al 2012 quando, a causa del sisma gli edifici subiscono danni importanti e crolli. Successivamente, nel 2014 il proprietario aveva incaricato tecnici di fiducia – uno per l’urbanistica, l’altro per l’attività produttiva – per avanzare richiesta di accesso al contributo per la ricostruzione a fronte dei danni strutturali ed economici – visto lo stop alla produzione – presumibilmente subiti.

Una volta elargiti i fondi, però, erano scattati gli accertamenti volti a verificare se i destinatari degli stessi fossero effettivamente in possesso dei requisiti richiesti. Il proprietario degli immobili, al pari dei due tecnici era stato quindi iscritto nel registro degli indagati per truffa aggravata: secondo le accuse della procura all’interno degli edifici crollati non era in corso alcuna attività e le consulenze redatte, per questo motivo, erano palesemente false, non corrispondenti al vero. Ieri, nel corso dell’udienza preliminare la procura ha chiesto il processo per gli indagati e tutti e tre sono stati rinviati a giudizio. I legali difensori, tra cui Cosimo Zaccaria, Laghi e Domenico Giovanardi hanno chiesto il non luogo a procedere per i propri assistiti. L’udienza è prevista per il prossimo 16 maggio. Secondo la difesa all’interno delle strutture era effettivamente in corso, prima del sisma 2012, un’attività produttiva di carattere agricolo: le consulenze redatte erano quindi autentiche.

Valentina Reggiani