"Ce lo aspettavamo, perché non poteva rimanere in carcere fino al giorno del processo". Così un’amica di Alessandra Perini dopo che il 50enne Davide Di Donna, accusato di omicidio preterintenzionale, ha ottenuto i domiciliari. Una notizia che, sebbene rientri nelle ordinarie procedure giudiziarie, ha destato non poche perplessità nelle persone più vicine alla vittima. "Speravamo non così presto – prosegue – dopo nemmeno un mese è già a casa sua. Purtroppo la giustizia italiana è così, non si può tenere in carcere una persona fino a quando non viene giudicata. Però non ci fa piacere, si spera almeno che con i domiciliari non esca". La notizia del ricorso presentato dal pm Marco Niccolini viene accolta con speranza: "Meno male che c’è qualcuno a pensarla come noi".

r.p.