Stefano Paltrinieri, presidente Asp, che nella Bassa gestisce le Cra di Mirandola
Stefano Paltrinieri, presidente Asp, che nella Bassa gestisce le Cra di Mirandola

Modena, 2 dicembre 2020 - Mentre si ’raffredda’ la curva dei contagi anche a Modena, è di nuovo allarme n elle residenze anzian i. Ieri nella nostra provincia, che rimane comunque ben salda sul podio ’nero’ per numero di positivi, i nuovi contagi sono st ati 352 in più ( seguita da Reggio con 199, Ravenna con 141, Parma con 137 e Bologna con 136) e 8 le vittime (4 donne, rispettivamente di 79, 81 92 e 99 anni, e 4 uomini di 81, 84, 91 e 95 anni) .

Ma nella Bassa modenese, dove gi à in primavera si sono registrati moltissimi casi nelle Cra (con 26 decessi) è esploso un altro focolaio nella casa protetta Cisa di Mirandola: 33 ospiti e 10 operatori positivi, tra cui anche l’animatore e un impiegato. E tre di loro sono purtroppo in terapia intensiva. La situazione è precipitata nei giorni scorsi quando il numero dei contagiati ha registrato una crescita esponenziale, che ha fatto scattare il piano emergenza con gli ospiti in isolamento e il personale in quarantena nelle proprie abitazioni. Sale così la preoccupazione dei familiari che puntano il dito contro i nuovi ingressi di ospiti nella struttura, "responsabili del nuovo contagio". Accusa ritenuta priva di fondamento.

«Non è così – replica Stefano Paltrinieri, presidente Asp, l’Azienda servizi alla persona che nella Bassa modenese gestisce le Cra di Mirandola, San Felice, Finale Emilia – Due settimane fa, è entrata in struttura una nuova ospite poiché il figlio è venuto a mancare in modo repentino, ma è stata subito messa in isolamento e sottoposta al tampone, che ha dato esito positivo. Il protocollo è molto rigido e viene eseguito alla lettera, ma purtroppo, nonostante le misure messe in atto scrupolosamente, il Covid ha fatto il suo ingresso".

Durante lo scorso lockdown, la Cra di Mirandola ha registrato il numero più basso di decessi (tre anziani stroncati dal virus) in relazione al numero di ospiti presenti (circa una novantina) e rispetto alle Cra di San Felice e Concordia con 15 anziani deceduti all’‘Augusto Modena’ e 8 a Villa Richeldi, quest’ultima in gestione alla Gulliver. Le strutture di Finale, Cavezzo, Ravarino si attestano, come già nella primavera scorsa, residenze ‘virtuose’ con zero contagiati. L’Asp, ieri, ha comunicato al Comune di Medolla che gli esiti dei tamponi di controllo effettuati su operatori e utenti del centro diurno ‘Le Rose’ di Medolla sono tutti negativi. L’attività del centro riprenderà pertanto oggi. Se nella prima ondata del virus, numerose Ausl regionali erano finite nel mirino dei gestori delle Cra, che lamentavano di essere stati lasciati soli, senza dispositivi di sicurezza, oggi, invece, bisogna fare i conti con la carenza di personale.



"Non vorremmo emulare il sindaco di Quistello Luca Malavasi– commenta il presidente Asp Paltrinieri – che ha chiesto al Commissario Arcuri di inviare nella sua Cra, con 60 ospiti positivi, gli infermieri dell’esercito, ma avanti di questo passo… L’Ausl è a conoscenza del problema, e anche la stessa Regione, alla quale chiediamo considerazione: la nostra Asp è la più grossa della provincia".

Per supplire alla carenza di infermieri e di Oss, l’Asp della Bassa ha spostato personale dalle Cra di Finale e San Felice su Mirandola, "e nel frattempo – dichiara Paltrinieri – abbiamo bandito un concorso, con l’Asp di Vignola, per dieci operatori, che prenderanno servizio a fine gennaio. L’Ausl non ha infermieri da ‘cedere’, anzi li recluta e li attinge delle graduatorie comuni. Il personale Cra preferisce lavorare nelle corsie ospedaliere ". Una piaga, quella della carenza di personale, che ha fatto nascere mesi fa il ‘Coordinamento Asp’, che riunisce le ‘Aziende di servizi alla persona’ regionali, una sorta di tavolo di lavoro finalizzato a portare istanze e proposte in Regione e all’Ausl.