Il calendario è ‘congelato’ da quel giorno: venerdì 21 febbraio. Da allora nessun bambino, ragazzo o docente, ha potuto mettere più piede in una scuola emiliano-romagnola di ogni ordine e grado. "E’ il lockdown, bellezza", potrebbe parafrasare qualcuno riadattando una famosa battuta liberatoria di Humphrey Bogart. E in attesa del ritorno a una sorta di normalità, proprio questa settimana centinaia di famiglie modenesi, con figli all’asilo o alle elementari,...

Il calendario è ‘congelato’ da quel giorno: venerdì 21 febbraio. Da allora nessun bambino, ragazzo o docente, ha potuto mettere più piede in una scuola emiliano-romagnola di ogni ordine e grado. "E’ il lockdown, bellezza", potrebbe parafrasare qualcuno riadattando una famosa battuta liberatoria di Humphrey Bogart. E in attesa del ritorno a una sorta di normalità, proprio questa settimana centinaia di famiglie modenesi, con figli all’asilo o alle elementari, hanno ricevuto il via libera per presentarsi a ritirare oggetti e materiali lasciati a scuola alle porte del fatidico weekend in cui il blocco divenne realtà. Tra gli istituti interessati c’è la primaria ‘De Amicis’, dove in queste ore si sta consumando il via vai di papà e mamme per recuperare libri, quaderni e vestiario. Davanti ai cancelli l’emozione è tangibile: rivedere le insegnanti dei propri bambini seppur per pochi attimi, infatti, ha un sapore speciale, pari quasi al risveglio dopo un brutto incubo. "Siamo stati chiamati scaglionati di quarto d’ora in quarto d’ora per non creare assembramenti", raccontano i genitori, molti dei quali mano nella mano coi loro bimbi. "Avevamo un orario in cui presentarci all’ingresso. Nei giorni scorsi le maestre hanno preparato i vari sacchetti nominativi e quando non capivano a chi appartenesse un determinato oggetto, mandavano una foto per ‘indagare’. In particolare, si tratta di libri e quaderni di materie che non venivano affrontate da un po’, ma qualcuno aveva dimenticato anche tute e scarpe da ginnastica". A fare effetto, come detto, è ritrovare visi offuscati nella mente dalla lunga fase di lockdown. "Più che riavere il materiale – confidano a proposito alcune mamme e papà –, è stato bellissimo incontrare nuovamente le docenti e gli altri genitori. Anche i bimbi si sono emozionati a rivedere le insegnanti. In questi tre mesi chiusi in casa abbiamo provato ad assistere i bambini nelle lezioni a distanza, ma l’autorevolezza e l’attenzione delle maestre è tutta un’altra cosa". Non è stato un periodo facile e proprio per questo le famiglie guardano con fiducia a settembre. "I bambini devono vivere la socialità coi loro compagni. Sia chiaro, la sicurezza sanitaria è fondamentale e l’idea di un mix tra presenza in classe e didattica a distanza potrebbe essere la soluzione migliore".

Vincenzo Malara