Istituto Barozzi nella bufera, studente rischia sospensione per un’intervista: proteste

Modena, il giovane avrebbe fatto alcune dichiarazioni critiche senza l’ok della dirigente. I compagni di scuola si sono mobilitati e sono scesi in piazza con cartelli e striscioni

Gli studenti dell’istituto Barozzi durante la protesta ieri mattina davanti alla scuola

Gli studenti dell’istituto Barozzi durante la protesta ieri mattina davanti alla scuola

Modena, 30 gennaio 2024 – ‘Je suis Damiano’, io sono Damiano. T shirt, striscioni, cartelli, in solidarietà al compagno di scuola. E’ la protesta andata in scena davanti all’istituto Barozzi dopo l’annuncio fatto dalla direzione scolastica di sospendere per dodici giorni un rappresentante di istituto a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate ai media locali il 28 novembre scorso a fronte di uno sciopero che non era stato autorizzato dalla dirigente.

Dichiarazioni che riguardavano alcune criticità della scuola; la mancanza di distributori automatici per vivande, chieste da tempo dagli studenti e soprattutto l’impossibilità di effettuare gite scolastiche all’estero, cosa questa assurda secondo gli studenti, a maggior ragione in un istituto oltretutto come il Barozzi che prevede un indirizzo di relazioni internazionali e marketing.

Tra i punti sollevati dallo studente anche una ‘perquisizione’ avvenuta l’ultimo giorno di scuola la scorsa estate quando alcuni alunni hanno dovuto lasciare zaini e borse all’ingresso per essere controllati dal personale e minacce di denunce alla Digos in caso di sciopero. "Questo è un sit in di solidarietà nei confronti del nostro rappresentante contro la decisione del Consiglio di Istituto che riteniamo molto grave – scrivono in un comunicato gli studenti che oggi si sono riuniti in una sessantina – ci sentiamo attaccati nella nostra libertà di espressione e di parola perché in seguito a quell’episodio, non solo Damiano è stato pesantemente sanzionato, ma anche altri ragazzi, nostri rappresentanti, sono stati oggetto di provvedimenti disciplinari, anche di minore entità, per essersi fatti portavoce della nostra opinione".

Il rappresentante di istituto che rischia la sospensione, uno studente maggiorenne, si è rivolto ad un legale che in attesa della notifica di sospensione ha già pronta una memoria difensiva di sedici pagine.